Chi trova un pinguino… – Albo narrativo

Scritto il 16 giugno 2014 nella sezione Consigli di lettura

Oliver Jeffers firma un albo illustrato che è un piccolo capolavoro di delicatezza e libertà.
Uscito per la prima volta in Italia nel 2010 grazie alla casa editrice Zoolibri è tornato in libreria a marzo del 2014.

chi-trova-un-pinguino (3)Un pinguino pare essersi perso. Certamente lontano da casa, pinguino bussa alla porta di un grazioso paese di mare. Gli apre un bambino. Il bambino lo guarda con aria seria: non ha mai visto un pinguino da quelle parti. Decide di accompagnarlo all’ufficio “oggetti smarriti”, ma nessuno ha reclamato un pinguino. Dopo aver vagato in lungo e in largo nella speranza di trovare chi abbia notizie di quel suo insolito ospite, chiede alla paperella di plastica che galleggia nella vasca da bagno qualche informazione, ma nemmeno lei sa nulla. Così visto che nessuno è al corrente da dove venga pinguino, il bambino consulta un grosso libro e scopre che i pinguini vivono al polo sud.
Decide di partire e di riportare pinguino a casa.
E qui inizia l’avventura.

chi-trova-un-pinguino (5)L’albo di Jeffers è una tavolozza di splendidi colori brillanti, tra cui spiccano il celeste, il turchese, il blu, l’oltremare e il verde-acqua. Potremmo definirlo un albo azzurro. L’azzurro è per me il colore della leggerezza e delle profondità, di un cielo sereno, di un colpo di vento, di un progetto senza ostacoli e di una giornata senza programmi; il colore della possibilità, di un tuffo ad occhi chiusi, delle sere di febbraio, dei ghiacci, dei voli dei gabbiani e dell’orizzonte.
Mi piace immaginare gli illustratori mentre scelgono il colore predominante delle loro tavole (perché il colore-guida è come un angelo custode), indovinare quali pensieri li attraversano mentre immergono il pennello in un vasetto di china o tempera.
chi-trova-un-pinguino (1)Un colore porta sempre con sé un emozione e quando, in libreria, passo davanti alla macchia azzurra di “Chi trova un pinguino”, non posso far a meno di essere percorsa da un moto di allegria.
Conoscendo poi la storia di amicizia che l’albo di Jeffers racchiude, sono certa che tutti gli azzurri del libro si sono impregnati di emozioni belle e che basterebbero da soli, a raccontare l’avventura dei due protagonisti. Un’avventura vissuta minuto per minuto, senza certezza alcuna, senza sapere davvero come andrà a finire.
L’azzurro ci spinge verso l’orizzonte…

chi-trova-un-pinguino (4)E a pensarci bene le avventure migliori non hanno uno scopo preciso. E’ vero che un intento iniziale ci esorta a compiere il primo passo, ma poi sarà il coraggio a guidarci. Lo sanno bene il pinguino e il bambino che per andare incontro ad un futuro migliore occorre determinazione e un cuore impavido. Bisogna essere pronti a sorprendersi e a cambiare rotta se necessario.
Il lettore, anche molto piccolo, è subito catturato dalla trama del racconto perché l’avventura narrata da Jeffers ha il sapore della verità.
E le cose vere appaiono in forme semplici e pulite, azzurre oserei dire; la storia del pinguino fluisce così leggera che quando chiudiamo il libro ci pare di conoscerla da molto tempo.
Capita questo con i grandi autori e i grandi illustratori: la loro sensibilità porta a galla qualcosa che da sempre aspettava sotto la superficie; invisibile e quieto, il racconto di pinguino chiedeva solo di essere trovato.

Forse la prima cosa che Oliver Jeffers ha visto di questa storia è stato un piccolo bagliore azzurro… me lo immagino in riva al mare, andare a caccia di tesori, di quei vetrini levigati dal sale e dall’acqua…

chi-trova-un-pinguino (2)

TwitterGoogle+LinkedInShare