E poi… è primavera – Albo poetico

Scritto il 8 maggio 2013 nella sezione Consigli di lettura

E poi...è primavera Illustrazioni di Erin E. Stead

Prima che arrivi il sole estivo abbiamo voglia di respirare ancora aria di Primavera e per farlo partiamo dal profumo della terra.
Ci sarà capitato di sdraiarci su un prato e di sentire il fresco dell’erba abbracciarci, l’odore verde riempirci i pensieri dopo averci solleticato il naso, l’azzurro del cielo invaderci gli occhi e farceli chiudere con un sospiro di piacere; ma quanti di noi possono dire di essersi sdraiati sulla nuda terra?
Eppure tutto parte da lì, da quella zolla ruvida e spigolosa che si sbriciola tra le dita o che resiste tenace alla zappa.
Tra le zolle riposano i semi, siano essi semi d’erba o di ortaggi, di alberi o di arbusti, le zolle contengono e custodiscono una promessa, tenera come un germoglio, verde come la speranza.

Nel libro scritto da Julie Fogliano e illustrato da Erin E.SteadE poi… è primavera” la terra è davvero protagonista. Lo si capisce subito dalla prima pagina quando leggiamo: “All’inizio c’è solo il marrone, marrone dappertutto”. La tavola che inaugura l’albo illustrato di Babalibri ci propone un paesaggio autunnale dove un albero spoglio fa da quinta a dei campi appena arati e ad una casetta piccina che sbuffa fumo dal camino.
La sensazione che ci coglie è simile ad un brivido freddo e ci piacerebbe avvolgerci nella sciarpa rossa, indossare il berretto e i guanti del bambino che, immobile sotto l’ombra dell’albero, guarda pensieroso davanti a sé. Che la sua testa sia piena di pensieri lo intuisce bene anche il cane al suo fianco che lo osserva con aria interrogativa: “E adesso cosa facciamo?” sembra domandargli. La tartaruga, il coniglio e gli uccellini in equilibrio sui giunchi ormai secchi, sono tutti in attesa di qualcosa, di un’idea forse.

Anche la terra in autunno sembra immersa in un’immobilità piena di idee, non è poi così sonnacchiosa come in inverno, quando riposa sotto la neve. La terra in autunno conserva una magia, custodisce sogni ed elabora fantasiose architetture arboree proprio come fa il bambino protagonista dell’albo. L’albero in primo piano suggerisce un sipario, fatto di vento e pioggia, dietro al quale sono pronte a sbocciare tutte le storie possibili.
Tuttavia nessuna di quelle storie si avvererà se non ci sarà una prima azione sulla scena, quel passo, o idea brillante che si rivela e si materializza in un solo gesto significativo.

Illustrazioni di Erin E. SteadFortunatamente nella pagina seguente l’idea è giunta. Un carrellino rosso trasporta dei vasi, dei semi e dei cartellini illustrati per promemoria. Ora tutto è chiaro: le zolle ospiteranno un orto. E, come nella scena iniziale di un buono spettacolo, il gesto è pulito e deciso e Stead ce lo indica chiaramente, sospendendo l’attimo esatto in cui il seme è tra la mano e la terra, tra il passato e il futuro. Lì in quell’istante, che l’illustrazione sospende in un eterno presente, è racchiuso tutto il senso di questo bellissimo albo. Un campo, un seme e un bambino rappresentano la triade più forte e potente con cui possiamo descrivere il futuro.
E l’unico modo che abbiamo per coltivare questa promessa buona è saper aspettare, osservando tutto ciò che ci circonda, stando attenti ad ogni piccolo particolare.

Ed è proprio l’attesa la protagonista di questo libro, un’attesa intimamente legata alle zolle marroni che dominano tutte le tavole dell’albo tranne una. Indovinate quale? L’ultima, certamente! Perché è esattamente intorno alla vostra idea di Primavera che ruota la storia. In quel “E poi…” del titolo è racchiuso il senso di un attesa lunga un inverno.
Siamo ancora in grado di aspettare? Siamo disposti a concedere qualche giorno alla disperazione e alla noia, accettando che anche queste emozioni possano far parte dei cicli vitali?
Forse per un certo tempo della nostra infanzia la Primavera ci ha colto all’improvviso, inaspettatamente; ma a poco a poco abbiamo intuito lo scorrere del tempo, abbiamo imparato ad apprezzare il gusto e i profumi delle stagioni e insieme al piacere è nato, nel cuore del bambino che siamo stati, il tempo dell’attesa.
E poi… è primavera” ci dice che l’attesa non significa avere fretta di arrivare all’ultima pagina, ma concederci l’occasione di curare e amare ogni dettaglio, di prendere nota di ogni minimo cambiamento.
Illustrazioni di Erin E. SteadQuest’anno la primavera si sta rivelando piovosa e fredda, ma nonostante tutto è proprio qui davanti ai nostri occhi, verde come non mai: le foglie degli alberi splendono lucidate dalla pioggia e i campi di fiori e d’erba si stagliano bellissimi contro cieli grigi carichi di nubi.
La stiamo ancora aspettando la primavera, spinti in avanti da quella idea di sole che ci attraversa o riusciamo a vederla mentre si rivela magnifica in ogni angolo della città, sopra ai balconi fioriti? Siamo in grado di attraversare il libro gustando ogni parola di Julie Fogliano, osservando ogni particolare delle illustrazioni di Erin Stead senza saltare diritti all’ultima pagina?
Se avremo saputo aspettare e se saremo stati in grado di cogliere i piccoli cambiamenti dell’inverno giorno dopo giorno, forse un domani non ci riscopriremo così delusi da una primavera uggiosa come questa.

Il bambino del libro ha messo tutto il suo impegno nella coltivazione del suo orto: ha aspettato sotto la pioggia, ha osservato la terra con una lente d’ingrandimento, ha provato la delusione, ha riseminato con fiducia, si è preoccupato, ha ascoltato e scoperto che il marrone “ha un mormorio verde che puoi sentire solo se chiudi gli occhi e appoggi l’orecchio a terra”.
Intanto le settimane sono passate e i vestiti del bambino si sono fatti via via più leggeri, il marrone della terra si è tinto di bellissime sfumature ocra e il camino della piccola casa ha iniziato a sbuffare sempre meno. E poi un giorno “tu esci fuori a controllare tutto quel marrone, ma il marrone non c’è più, adesso c’è il verde, verde dappertutto.”

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