La traduzione della vita: Infanzia

Quando: 22/04/2018 ore 10:00 - 17:00

Dove: Scuola Radice


LA TRADUZIONE DELLA VITA è il percorso di studio pensato per RADICE-LABIRINTO dedicato alla Parola, tema che da anni ha catturato l’attenzione e le energie della libreria, che si snoderà tra le due principali rassegne divenute ormai significativi appuntamenti annuali – DISEGNARE UNA MAPPA e SEMI E PAROLE – e che consisterà in due conferenze, una di apertura e una di chiusura e, in mezzo, in un corso di approfondimento.
Per saperne di più: http://www.radicelabirinto.it/intorno-al-focolare/la-traduzione-della-vita/

CORSO

PRIMA GIORNATA
INFANZIA

SCUOLA RADICE
DOMENICA 22 APRILE 2018 – DALLE 10.00 ALLE 17.00 (PAUSA 13.00 – 14.00)
CORSO CON ELISABETTA CREMASCHI
LIBERA DOCENTE DI PEDAGOGIA DELLE NARRAZIONI
BLOG “GAVROCHE PAROLE E FIGURE DELL’INFANZIA”

Non crediate che il destino sia altra cosa
che la pienezza dell’infanzia.
Rainer Maria Rilke

La parola Infanzia dichiara, nel suo etimo, l’incapacità di parlare. Usata in principio per delimitare il periodo compreso tra la nascita e l’abilità di dire, per estensione la parola Infanzia è arrivata a definire la condizione del bambino fino alla comparsa della pubertà. Quasi che quell’incapacità prima di parlare confluisca in un’incapacità altra, di dirsi, di nominarsi, di nominare quell’età della vita mentre la si vive. Ne conviene che possiamo eccedere noi stessi, cioè adempiere al conosci te stesso del tempio di Delfi, solo quando possediamo più parole per farlo. Parole che si formano nel tempo della distanza. A chi spetta allora il racconto di quella condizione così eccessiva su cui ritorneremo per il resto delle nostre esistenze? Possiamo iniziare a definire l’Infanzia solo una volta che ce la siamo lasciati alle spalle. Per poterla riconoscere e iniziare a comprendere abbiamo bisogno di traslarla in un tempo altro, di qualcosa che ci soccorra, reale o immaginario che sia, di varchi temporali e sensoriali in cui insinuarci, di riportarla alla coscienza, anche se inevitabilmente non sarà più fedele all’originale. Abbiamo la necessità in qualche modo di rivivere la nostra Infanzia, di studiarla in tutte le sue forme e narrazioni, di imparare a praticare un’esperienza estetica a ritroso che dica insieme di visioni ed emozioni prime, per poi poter guardare a quella dei bambini attraverso un’idea così libera e compiuta da non rischiare di sopraffarli nel loro farsi e divenire. Infanzia non è una parola tra le altre. Saperlo, e saperla trattare, non è un’opzione quando si entra in relazione con i bambini. O, forse e in assoluto, quando ci si dispone per entrare in relazione con qualsiasi persona o cosa. Per primi, noi stessi.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Si potrà accedere al corso frequentando lezioni singole a scelta o l’intero corso.

Modalità di partecipazione: iscrizione obbligatoria.

Minimo di partecipanti per attivare il corso: 10
Massimo di partecipanti consentiti: 25

COSTI

Costi di partecipazione:

  • Singola Giornata: 110,00 euro
  • Intero Corso: 280,00 euro

 

NOTE BIOGRAFICHE

BIO brevissima
Elisabetta Cremaschi si occupa di narrazione, con particolare attenzione alla cultura dell’infanzia, all’educazione ed esperienza estetica e allo studio dell’Immaginario, dividendosi tra formazione, consulenza editoriale, scrittura e attività giornalistica. In qualità di esperta di letteratura per l’infanzia, collabora con case editrici italiane e straniere, si occupa di editing e scrive per riviste specializzate di settore e generaliste. Libera docente di Pedagogia delle Narrazioni, dal 2011 cura il blog GAVROCHE Parole e figure dell’infanzia.

BIO breve
Elisabetta Cremaschi è nata a Mirandola nel 1969, si è laureata a Bologna in Scienze Politiche con Pier Cesare Bori e una tesi in filosofia morale dedicata al pensiero di Maria Zambrano, nell’ambito della filosofia, letteratura e arte spagnola ed ha frequentato il Master di Alta Formazione dell’Accademia Drosselmeier – Centro studi di Letteratura per l’Infanzia di Bologna. Libera docente di Pedagogia delle Narrazioni e giornalista, si occupa di narrazione – con particolare attenzione alla cultura dell’infanzia, all’educazione ed esperienza estetica e allo studio dell’Immaginario – e ha alle spalle un percorso ventennale nel mondo dell’organizzazione, promozione e della formazione culturale rivolta agli adulti, ai bambini e ragazzi e spesa nella collaborazione con enti pubblici e strutture private di formazione letteraria, artistica, grafica, editoriale, libraria e dedite all’educazione alla lettura. In qualità di esperta di letteratura per l’infanzia, collabora con case editrici italiane e straniere, si occupa di editing e scrive per riviste specializzate di settore e generaliste. È da questa storia professionale che nel 2011 ha preso vita il blog di ricerca GAVROCHE Parole e figure dell’infanzia.

Altre info qui: gavrocheblog.blogspot.it/2014/07/il-ritorno-di-gavroche-la-pedagogia.html

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