La traduzione della vita: Mistero

Quando: 10/06/2018 ore 10:00 - 17:00

Dove: Scuola Radice


LA TRADUZIONE DELLA VITA è il percorso di studio pensato per RADICE-LABIRINTO dedicato alla Parola, tema che da anni ha catturato l’attenzione e le energie della libreria, che si snoderà tra le due principali rassegne divenute ormai significativi appuntamenti annuali – DISEGNARE UNA MAPPA e SEMI E PAROLE – e che consisterà in due conferenze, una di apertura e una di chiusura e, in mezzo, in un corso di approfondimento.
Per saperne di più: http://www.radicelabirinto.it/intorno-al-focolare/la-traduzione-della-vita/

CORSO

TERZA GIORNATA CORSO
MISTERO

SCUOLA RADICE
DOMENICA 10 GIUGNO 2018 – DALLE 10.00 ALLE 17.00 (PAUSA 13.00 – 14.00)
CORSO CON ELISABETTA CREMASCHI
LIBERA DOCENTE DI PEDAGOGIA DELLE NARRAZIONI
BLOG “GAVROCHE PAROLE E FIGURE DELL’INFANZIA”

Quella del mistero è la migliore esperienza che possiamo avere. È l’emozione fondamentale che veglia la culla della vera arte e della vera scienza.
Albert Einstein

Siamo di fronte alla Bellezza quando un evento ci incanta al punto da farci sentire partecipi a qualcosa di più grande di noi. Che si tratti di un’opera d’arte, in ciascuna delle sue declinazioni, di uno scenario naturale, che ci si trovi difronte a un’altra persona, l’esperienza di bellezza avviene quando non riusciamo a cogliere la totalità del suo significato e così ci inoltriamo nell’ineffabile e quell’ulteriorità di significato ci rende entusiasti, potremmo dire ispirati, e al contempo senza parole. Forse inadeguati. La parola appartiene all’essenza dell’uomo e la Bellezza ci mostra che l’essenza dell’uomo, in un modo o nell’altro, in una forma piuttosto che un’altra, è immersa nel Mistero. Per molti di noi mai come l’inizio e la fine della vita sono i momenti più prossimi all’interrogazione del Mistero. I momenti in cui ci sembra di aver un accesso facilitato all’indicibile, all’invisibile, al cuore delle cose. Pensiamo ai bambini, a quante volte l’adulto si trova a condurli fuori da una dimensione altra, a lui preclusa, che abitano con grande disinvoltura. Ma sarà un bene portarli fuori di lì? Interrompere quella relazione estetica e spirituale – nel senso di sostanza o intelligenza incorporea, anima, finezza d’ingegno – che si sta manifestando? Sono questi, i momenti sospesi (dal rumore, dal contorno, dalle parole e dai pensieri dell’abitudine) in cui lasciare parlare ininterrotto il silenzio e ascoltare fra le pieghe dell’inespresso; qui tutto può succedere in funzione non del fare ma dell’essere. E in queste circostanze in cui ci si rende conto di «quanto alla pedagogia della parola, necessaria per descrivere il mondo, sia imprescindibile affiancare, una pedagogia del silenzio altrettanto necessaria per contemplare il mondo e interiorizzarlo». Ma ancora oggi, inspiegabilmente, continua Francesc Torralba Rosellò, «il silenzio è il grande assente della pedagogia». E dire che la pedagogia del silenzio non può che anticipare la pedagogia della parola perché questa nasce, prende forma e sostanza solo nel silenzio.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Si potrà accedere al corso frequentando lezioni singole a scelta o l’intero corso.

Modalità di partecipazione: iscrizione obbligatoria.

Minimo di partecipanti per attivare il corso: 10
Massimo di partecipanti consentiti: 25

COSTI

Costi di partecipazione:

  • Singola Giornata: 110,00 euro
  • Intero Corso: 280,00 euro

 

NOTE BIOGRAFICHE

BIO brevissima
Elisabetta Cremaschi si occupa di narrazione, con particolare attenzione alla cultura dell’infanzia, all’educazione ed esperienza estetica e allo studio dell’Immaginario, dividendosi tra formazione, consulenza editoriale, scrittura e attività giornalistica. In qualità di esperta di letteratura per l’infanzia, collabora con case editrici italiane e straniere, si occupa di editing e scrive per riviste specializzate di settore e generaliste. Libera docente di Pedagogia delle Narrazioni, dal 2011 cura il blog GAVROCHE Parole e figure dell’infanzia.

BIO breve
Elisabetta Cremaschi è nata a Mirandola nel 1969, si è laureata a Bologna in Scienze Politiche con Pier Cesare Bori e una tesi in filosofia morale dedicata al pensiero di Maria Zambrano, nell’ambito della filosofia, letteratura e arte spagnola ed ha frequentato il Master di Alta Formazione dell’Accademia Drosselmeier – Centro studi di Letteratura per l’Infanzia di Bologna. Libera docente di Pedagogia delle Narrazioni e giornalista, si occupa di narrazione – con particolare attenzione alla cultura dell’infanzia, all’educazione ed esperienza estetica e allo studio dell’Immaginario – e ha alle spalle un percorso ventennale nel mondo dell’organizzazione, promozione e della formazione culturale rivolta agli adulti, ai bambini e ragazzi e spesa nella collaborazione con enti pubblici e strutture private di formazione letteraria, artistica, grafica, editoriale, libraria e dedite all’educazione alla lettura. In qualità di esperta di letteratura per l’infanzia, collabora con case editrici italiane e straniere, si occupa di editing e scrive per riviste specializzate di settore e generaliste. È da questa storia professionale che nel 2011 ha preso vita il blog di ricerca GAVROCHE Parole e figure dell’infanzia.

Altre info qui: gavrocheblog.blogspot.it/2014/07/il-ritorno-di-gavroche-la-pedagogia.html

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