Giocare

immagine-giocattoli-illustrazione silvia molinari

Se vi è capitato di entrare in un labirinto, una delle prime sensazioni è quella di essere pervasi dall’eccitazione di arrivare al centro. Quasi si corre tra le alte siepi di bosso alla ricerca della strada che ci condurrà nel cuore del labirinto dove spesso si erge un castelletto e un sentiero diritto che porta all’uscita.
Nonostante l’iniziale frenesia, una volta salvi e al sicuro all’esterno del labirinto, qualcosa ci spinge a ritornare nel dedalo: una forza misteriosa e potente agisce dentro di noi e ci fa credere che, questa volta, non ci perderemo, che abbiamo capito “come funziona” e che quindi il nostro intuito ci guiderà. Puntualmente torniamo a perderci e il centro, alla seconda prova, viene raggiunto, se possibile, con maggiore difficoltà.
Potremmo definire il labirinto come il gioco dei giochi.

Gioco non è giocattolo: c’è una netta differenza tra queste due parole. Tuttavia cosa potremmo aspettarci di più da un giocattolo se non la voglia di riprenderlo in mano, di costruirlo e decostruirlo ancora una volta, di subire il suo fascino che ci invita a non fermare le mani e la nostra immaginazione?
Nel buon giocattolo, noi di “Radice-Labirinto”, crediamo sia incluso il gioco, mentre non è vero il contrario. Un gioco può prescindere dall’uso del giocattolo, ma il buon giocattolo non può non stimolare nuovi giochi, non può non essere il trampolino per altri innumerevoli voli della fantasia.

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Il labirinto, come il giocattolo, non deve essere per forza complesso. La maggior parte dei labirinti che possiamo aver incontrato nella nostra esperienza, in apparenza non occupavano che una piccola porzione di terreno e forse non abbiamo mai pensato che perdercisi sarebbe stato realmente possibile. Certamente noi tutti abbiamo immaginato di trovarci nel più contorto dei labirinti, ma alla fine dobbiamo ammettere che ogni dedalo, per quanto possa apparirci semplice, ci pone sempre di fronte a delle emozioni fortissime.

Ci piace abbinare l’idea di un simbolo così potente e antico, che nel corso del tempo non ha mai perso la sua forza, al giocattolo. Questo infatti deve stimolare, incuriosire e attrarre la nostra immaginazione. Non necessariamente deve educare, anche se oggi siamo portati a pensare il contrario. Un buon giocattolo deve insegnare al bambino a contare, a scrivere, a mettere in fila e in ordine? Il buon giocattolo non ha bisogno di educare o di specificare questa sua funzione, perché nella meraviglia del gioco il bambino trova già tutto ciò di cui ha realmente bisogno.

Nella libreria “Radice-Labirinto” troverete giocattoli capaci di sostenere questa meraviglia, potenti strumenti tramite i quali poter sorreggere e incoraggiare il gioco dei vostri bambini.
Poniamo particolare attenzione ai materiali con in quali i giocattoli sono costruiti, alle forme e ai colori. Crediamo che nella stanza di un bambino debbano esserci pochi giocattoli, di buona fattura, nati da un’idea luminosa e da una conoscenza approfondita dell’infanzia.