I dilemmi di un libraio #5

Scritto il 25 marzo 2015 nella sezione Blog

Questo post segue I dilemmi di un libraio #1, I dilemmi di un libraio #2, I dilemmi di un libraio #3 e I dilemmi di un libraio #4.

Il quinto dilemma riguarda la coerenza.

 

 

Illustrazione di Olivier Tallec

Illustrazione di Olivier Tallec

Si dice che le nuove tecnologie soppianteranno, nel giro di pochi decenni, il libro fatto di carta e inchiostro. Mi chiedo se sia il caso di preocupparsi davvero, e non perché non sia urgente per un libraio capire in quale direzione muova la nave, ma perché che sia un e-book o un oggetto di carta, quello che alla fine importerà sarà la relazione che il libro riuscirà ad instaurare con il lettore.
E la stessa cosa vale per le librerie.
Non sono i libri di carta a tenere viva e in salute una libreria indipendente, ma il rapporto che il lettore, piccolo o grande che sia, instaura con il libraio e, ovviamente, viceversa. Trascorrere qualche tempo in una libreria vuol dire ritagliarsi tempo per sé, scambiare due parole, ricevere consigli, sfogliare più libri contemporaneamente, confrontarli, discutere…
Sfido chiunque a fare tutto questo acquistando un libro on-line.

 

 

 

Illustrazione di Liza Schiavi

Illustrazione di Liza Schiavi

Si dice che comprare su una piattaforma virtuale faccia risparmiare tempo, ma io credo che fare ricerca in rete non sia facile e nemmeno veloce. Se siete dei lettori oculati e scrupolosi, che desiderano vedere il libri al loro interno, confrontare illustrazioni e contenuti, impiegherete forse più tempo al computer rispetto a quello che spendereste entrando in una libreria.
Il tempo in internet è solo un’illusione. Vi fanno credere che acquistando on-line guadagnerete tempo per il semplice fatto che potete farlo direttamente da casa, comodamente seduti in poltrona; come se poltrona e orologio fossero due oggetti direttamente proporzionali tra loro (di solito è il contrario… come vola veloce il tempo quando ci riposiamo!)
E’ pura propaganda, perché in verità vi spingono solo ad un’acquisto compulsivo, ovvero più cose in meno tempo. Comprare libri on-line vi toglie la possibilità di relazionarvi con le persone, mentre sono convinta che anche il buon venditore di pentole saprà incantarvi con la sua competenza e non perderà occasione per raccontarvi qualche aneddoto. Succedeva così una volta nelle botteghe, le persone parlavano.

 

Illustrazione di Marina Marcolin

Illustrazione di Marina Marcolin

“Bene – direte voi- ma otteniamo più sconto”, e questo, signori, è un dato di fatto; se acquistate un elettrodomestico da 400 euro lo sconto del 15% forse potrebbe farvi comodo, ma risparmiare 1 euro per l’acquisto di un libro che ne costa 15 può essere quasi irrilevante (soprattutto se poi quell’euro risparmiato lo investite in un vestito in più o in un giro in giostra). E’ sempre questione di scelte.
C’è chi dice: “Acquisto montagne di libri ogni mese, certo che lo sconto mi fa comodo! Con quell’euro in più compro un altro libro”; oppure “Uso i libri per lavoro!”. Alla prima obiezione rispondo che i bambini non hanno bisogno di montagne di libri e che gli albi possono essere acquistati gradualmente e con parsimonia (e ve lo dice una libraia!). Alla seconda obiezione rispondo che esistono le biblioteche.

 

Illustrazione di Gabriel Pacheco

Illustrazione di Gabriel Pacheco

Se poi abitate in una regione in cui scarseggiano bibliotehe e librerie, allora potete visitare i siti delle librerie più vicine a casa vostra (o anche di quelle lontane), scegliere quella che vi ispira fiducia e farvi spedire i libri che desiderate. Non è certo alimentando il commercio on-line che potete sperare di vedere aprire una libreria indipendente sotto casa!
Speriamo forse di ottenere di più dal nostro presente senza applicare un principio di coerenza alle nostre azioni?
Per le biblioteche invece la questione è più spinosa perché dovrebbe essere lo Stato a garantire sia la loro apertura sia la loro sopravvivenza, ma a quanto pare si continua a marciare in direzione opposta.

 

Illustrazione di Jimmy Liao

Illustrazione di Jimmy Liao

Chiaramente capisco benissimo che il domani sarà sempre più digitalizzato e che la vendita on-line sarà sempre più sfruttata. In questo post non mi sto rivolgendo ai non lettori o a coloro che non amano frequentare le librerie o comprare libri. Io so che se state leggendo questo blog, i libri li conoscete e li amate. Non si può parlare a chi non vuol sentire, concordate?
Ed è per questo che il quinto dilemma parla di coerenza. Mi chiedo quanta coerenza posso chiedere al mio lettore, quando visitando una libreria on-line acquista libri a discapito di una libreria indipendente; quanta coerenza posso chiedere alla scrittrice di un blog di letteratura per l’infanzia che, dopo aver intervistato i librai complimentadosi per il loro lavoro, mette in calce al suo consiglio di lettura il link ad Amazon; quanta coerenza posso chiedere ad un editore che vende ad uno sconto spropositato un suo libro sul suo sito e poi chiede alla libreria indipendente di portare a casa un buon risultato; quanta coerenza posso chiedere a me stessa quando esito a denunciare queste cattive pratiche anche solo tramite il mio piccolo blog?

 

Giorni fa, parlavo con un’amica della mia decisione di togliere dai link amici del sito della libreria tutti i blog affiliati ad Amazon. Lei ha colto l’urgenza della questione e ha messo in rete, su un social network, il mio pensiero: nel giro di poche ore è nata un’accesa discussione che ha visto partecipare scrittrici di blog, editori, librai, giornalisti…
Da quella discussione sono nate moltissime idee e si stanno muovendo cose interessanti di cui presto vi metterò a parte.
Non è sempre facile essere coerenti, spesso la coerenza ha a che vedere con l’essenza e mostrarsi agli altri per quel che si è non è facile. Oggi, ai tempi di internet, delle emoticons, dell’italiano sgangherato, della diplomazia a tutti i costi, la coerenza viene spesso scambiata per rigidità.

 

Illustrazione di Christian Schloe

Illustrazione di Christian Schloe

Eppure io oggi esprimo con forza i miei dubbi e non ho paura ad azzardare qualche ipotesi di cambiamento.
Non si potrebbe per esempio fare in modo che i blog di letteratura per l’infanzia si affiliassero a delle librerie con le quali si sentono in empatia proponendo al lettore una scelta oculata di libri da acquistare? In questo modo si educherebbe il lettore ad un acquisto mirato e puntuale e in più si favorirebbe un comportamento etico nei riguardi delle librerie indipendenti.
I librai si potrebbero accollare le spese di spedizione (1,30 con il piego libri) e impegnarsi a suggerire non interminabili bibliografie, ma bibliografie ragionate intorno ad un tema scelto con massimo dieci titoli di qualità. Ai blog ogni tot libri venduti, uno sconto su acquisti futuri o un libro in regalo. Se ogni blog applicasse questa modalità e si affiliasse a una o più librerie (magari alternando le consulenze in base agli argomenti e all’identità della libreria di riferimento), le librerie indipendenti non avrebbero bisogno di enormi magazzini deposito – impossibili da gestire per un piccolo imprenditore – e al tempo stesso, librai e blogger, disegnerebbero una dettagliata mappa dei servizi sul territorio nazionale.

 

Sapete quanto guadagna una scrittrice di blog con un’utenza media, per aver venduto dei libri grazie all’affiliazione ad Amazon? Forse, se va bene, 50 euro al mese.
Io dico che 50 euro non valgono la coerenza di una persona e non sono una scusa sufficiente per arrestare lo sforzo per il cambiamento.

 

Illustrazione di Arianna Vairo

Illustrazione di Arianna Vairo

E’ vero anche, come mi faceva notare una lettrice che frequenta la libreria, che non si può difendere a priori la qualità di una libreria indipendente. E’ giusto: non tutte le librerie hanno al loro interno librai competenti con i quali il lettore si può confrontare o a cui può chiedere consiglio. L’acquisto on-line, oltre ad essere impersonale, può anche togliere da molti imbarazzi; ma la coerenza è anche quella che chiedo a me stessa come libraia e a tutti coloro che sognano di aprire una libreria per bambini. Una libreria non è un esercizio come un altro, non basta dire che i libri, come i bambini, sono carini per avere competenze in merito; non basta fare un corso di tre giorni per definirsi libraio; non basta fare laboratori o organizzare festival. Il libraio si forma continuamente giorno dopo giorno, e ha alle spalle una preparazione solida e una poetica precisa alla quale fare riferimento. Conosco molti bravi librai, competenti e capaci, ma so anche che di librerie per ragazzi ne nascono continuamente e non tutte lavorano con gli stessi obiettivi.

 

Credo dunque che ci sia, da un lato, la necessità di educare il lettore al riconoscimento della qualità, e che ci sia, dall’altro, la necessità di educare il libraio ad un mestiere complesso e in continua trasformazione; e credo che in entrambe le sfide ci si debba porre più di una questione, tra cui quella della coerenza nei confronti dei propri intenti.

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