I dilemmi di un libraio #6 | Il circolo virtuoso delle idee

Scritto il 12 settembre 2016 nella sezione Blog

BenvenutiSarà qualche mese che pensiamo di scrivere questo articolo, ma oggi, sotto l’aggravarsi della situazione, abbiamo deciso di mettere il nostro pensiero nero su bianco.

Arriviamo subito al sodo: Radice-Labirinto è molto copiata, e se questo da un lato ci conferma di essere seguiti e apprezzati, dall’altro ci costringe a reinventarci continuamente per preservare la nostra identità.
Molti degli amici che in questi anni ci hanno visto soffrire e arrabbiarci per comportamenti poco corretti, ci dicono che l’anima di un posto non può essere presa e incollata da un’altra parte, e noi sappiamo che le loro parole sono vere; ciò nonostante, dobbiamo anche verificare come la libreria risenta ogni giorno di più delle conseguenze di simili comportamenti e di come questa situazione ci influenzi da un punto di vista emotivo.

forestaPer le librerie nate all’epoca di Fb, come la nostra, l’identità è importantissima. Nell’era di Amazon e di una territorialità sempre più labile, la visibilità virtuale allarga il campo d’azione e spinge a pensare su un piano più vasto. Sulla linea di questo orizzonte però non si è soli, ci sono tutte le altre librerie che, come la nostra, hanno deciso di investire nella comunicazione online.
In questa prospettiva diventa fondamentale distinguersi dalle altre botteghe, indirizzare il lettore, selezionare il proprio pubblico di riferimento e, elemento non trascurabile, fare in modo che le forze impiegate per la comunicazione diventino, in parte, fonte di reddito.
L’identità di un luogo è data da chi lo abita e dalle idee che mette in campo, e le idee sono fatica, tempo e denaro.

vetrina-radice-labirinto-semi-parole-2016 (3)Ma si sa, le idee sono libere, non conoscono padrone, una volta espresse diventano di tutti, si diffondono, a volte fanno del bene o diventano, a loro volta, madri di altre idee. Ed è per questo che la libreria ripone e organizza le sue riflessioni nel blog “Le stanze del labirinto”, promuove corsi di formazione, e si rende disponibile al confronto con molti aspiranti librai, perché crede nella bontà delle idee.

Vi scriviamo questo per rendere chiaro che il discorso che segue non nasce da un nostro bisogno di affermazione, ma da due questioni fondamentali: dal credere che possa esistere un’etica professionale tra colleghi e che si possa contare sul valore della lealtà nel rapporto con le persone.

Difficile conciliare il fatto che le idee circolino con il fatto che altri ne possano fare un uso improprio. Un problema vecchio come il mondo.
Noi su questo tema ci arrovelliamo da molto, e specialmente negli ultimi tempi, quando gli episodi di plagio nei confronti della nostra libreria, dei nostri progetti, e perfino dell’arredo, sono diventati sempre più numerosi.

VetrinaApprezziamo quando le persone ci scrivono dicendoci di essere per loro una fonte d’ispirazione e ci raccontano del loro desiderio di voler aprire una libreria come Radice-Labirinto nella propria città. Dopo i dovuti e sentiti ringraziamenti, la nostra risposta a questi messaggi è sempre più o meno la stessa, cioè che non è possibile essere simili, che bisogna sforzarsi di trovare la propria strada perché assomigliarsi danneggerebbe entrambe le librerie.
Ogni anno nascono in Italia molte nuove librerie specializzate in libri per bambini e ragazzi, e poiché nessuna, noi compresi, può contare su un pubblico consolidato, l’unica cosa che può portare beneficio a tutte senza pestarsi i piedi a vicenda è la competenza e l’identità.

Siamo consapevoli che non tutte le librerie investano nella comunicazione e che non tutti ritengano l’originalità un valore o una prerogativa necessaria, ma noi siamo qui per dirvi che alla comunicazione e all’identità di Radice-Labirinto teniamo moltissimo, e poiché su entrambe investiamo tempo e impegno, ci risentiamo quando rileviamo comportamenti poco corretti.

Cosa si può fare?

disegnare una mappa Nadia TerranovaPer ovviare inconvenienti spiacevoli si può in primo luogo avvisare o confrontarsi con i diretti interessati e/o, nel caso si decidesse di procedere con progetti smaccatamente “ispirati a”, CITARE sempre la fonte della propria ispirazione.
E credeteci, non è megalomania, ma è un modo per preservare entrambe le librerie e di innescare un circolo virtuoso delle idee.
Il pubblico apprezza la sincerità e da un comportamento virtuoso sarà spronato a fidelizzarsi o a seguire entrambe le librerie, con buona pace di tutti e una migliore diffusione della letteratura per l’infanzia per la cui valorizzazione noi tutti ci adoperiamo.

Esempio

Una libreria vuole costruire per la propria vetrina i cavalletti dei libri-farfalla o magari riprodurre il bancone di vendita o le nostre lampade (tutti complementi d’arredo per altro ideati e costruiti da Ilaria Vasdeki)? Scrivete a noi o a Ilaria, e se poi decidete di proseguire nel progetto, fate in modo che sul vostro sito o sulla vostra pagina fb risulti il nome del progettista e della libreria alla quale vi siete rivolti o ispirati.

cavalletti -farfallaInoltre, come per il caso dei cavalletti-farfalla, non sono solo le nostre idee a essere coinvolte, ma anche quelle di altri. Radice-Labirinto si avvale di fidati collaboratori, come Ilaria Vasdeki per i complementi d’arredo, Made per il sito e Silvia Molinari per le grafiche. Chi ci copia, spesso sta copiando anche il lavoro di altre persone e noi crediamo che tutti abbiano il diritto di essere pagati o citati per il proprio lavoro, anche quando si tratta di un lavoro ideativo o creativo.

Alcuni, a seguito di una nostra rimostranza, ci scrivono che non ci deve importare molto di quello che fanno, che il loro “ispirarsi” non ci “ruba” alcunché, perché noi siamo a Carpi e loro a Timbuctù. Forse nell’ottica del piccolo orticello questo è vero, ma pensando a quell’orizzonte comunicativo più vasto che la virtualità spalanca oggi ai nostri piedi, il danno c’è, eccome! Altrimenti perché investire tutti così tanto nel settore della comunicazione online? Quello che vale per noi, vale ovviamente anche per gli altri.

soppalcoCi siamo anche sentiti dire che non si tratta di copie, ma di mere coincidenze, che a certe cose ci si pensava già da tempo, che quel progetto è originale, che l’arredo è ispirato ad una libreria straniera, che le bibliografie hanno la stessa forma per caso, ecc..
Troppe coincidenze, diceva qualcuno, fanno un caso.
E qui purtroppo entra in gioco l’onestà di ciascuno e noi potremmo scrivere tutti gli articoli del mondo e non servirebbe a nulla. Quando poi si arriva alla nostra parola contro quella di un altro, è finita; ma sulle piattaforme virtuali la cosa non finisce mai, il lettore si sbaglia, si confonde, a volte se la prende a male, e tutte le librerie ci perdono in credibilità, stima e originalità.

Alessia narra TempleUn’altra cosa spiacevole che occorre affrontare quando ci si confronta sul tema dell’imitazione in un ambiente come il nostro è il seguente: poiché ci occupiamo di libri, lettura e bambini – e i bambini sono intesi, in questo caso, come un unico soggetto e un bene comune (per poi diventare velocemente un bene privatissimo quando si parla di famiglia, scuola e salute)- come può una libreria che dice di promuovere le storie e la cultura, non gradire che la propria idea, se buona ed efficace, diventi patrimonio comune? Alcuni ci chiedono se investiamo tanto nella comunicazione perché ci crediamo o perché ci vogliamo guadagnare. La risposta che noi diamo forse è troppo semplice o troppo cruda, non sapremmo dirvelo, ma il fatto è che la libreria è sia un luogo culturale che commerciale, quindi promuove e crede nel libro, ma allo stesso tempo deve potersi sostenere economicamente. Non c’è settore commerciale che non utilizzi le idee (e la ricerca) per farsi conoscere e apprezzare.

semi-aprole-radice-labirinto-carpi-2015-marchesi (15)Naturalmente, questo articolo non è rivolto a coloro che, avendo letto un nostro intervento, per esempio sulla narrazione delle fiabe, abbiano realizzato un focolare nelle proprie case o nelle proprie sezioni (ben vengano queste cose!), ma a coloro che, in buona o cattiva fede, prendono il lavoro di un altro (senza citare né ringraziare) per guadagnarci qualcosa, vuoi in senso economico, vuoi in visibilità.

Forse vi sembreranno delle piccole cose, ma il mondo della letteratura per l’infanzia in Italia è molto piccolo, se non sono 4 gatti, sono 44.
Più di un lettore nel corso degli ultimi mesi ha confuso qualche nostro progetto con quello di qualcun altro o ci ha segnalato anomalie e copie nel comportamento di altre librerie, ed è stata proprio questa constatazione da parte di terzi a farci capire che le nostre non erano solo impressioni, ma un problema effettivo.
Noi sappiamo quanto lavoro ci sia dietro a libraie e librai che ogni giorno se ne inventano una per farsi conoscere, per avvicinare i bambini alla lettura, quanto impegno e fatica mettano in campo anche quei colleghi che nel corso di questi anni non si sono comportati con noi in modo corretto. Perché allora non rispettare il lavoro di ciascuno?

vetrina-natale-2015-libreria-radice-labirinto-carpi (3)Ci permettiamo un’ultima considerazione: è bene, se si desidera investire nella comunicazione online, mettere tra i propri impegni anche quello di fare una rassegna stampa quotidiana.
La rassegna stampa permette di restare aggiornati su quello che succede nelle altre librerie e nel mondo della letteratura per l’infanzia in genere. Questo evita le coincidenze o i doppioni in buona fede.

Oggi si tende a dire che nessuno inventa più niente. È vero, ma proprio per questo lo sforzo di rielaborazione deve essere ancora maggiore. Tutti noi abbiamo avuto dei maestri, delle guide; tutti abbiamo frequentato corsi e scuole, ma per sfuggire ad un circolo vizioso di doppioni o copie continui, bisogna rielaborare, rendere propri i contenuti e i saperi, capire quando certe parole ci appartengono davvero e quando no.

Forse questo articolo è una goccia nel mare, ma volevamo provare a rompere il ghiaccio.

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