Il piccolo teatro di Rebecca – Albo poetico

Scritto il 18 dicembre 2013 nella sezione Consigli di lettura

DautremerSi potrebbe quasi dire che questo piccolo capolavoro intagliato nella carta sia un silent book. Rebecca Dautremer è una straordinaria illustratrice che ha firmato albi divenuti molto celebri come “Principesse”, “L’innamorato”, “Baba Jaga” e “Pollicino”.
Questo è il teatro della sua immaginazione, un teatro di carta dove Rebecca ha raccolto i protagonisti dei suoi albi. Non ci sono dialoghi, solo brevi citazioni, perché il libro racconta la sua storia attraverso pagine eleganti come ricami di pizzo e figure che prendono vita grazie alla magia creata da un gioco di intagli preziosi.
Le immagini si sovrappongono e si svelano un po’ alla volta e a noi sembra di sentirle bisbigliare dietro ad ogni increspatura. Pare che pagina dopo pagina si possa entrare nella mente dell’autrice di cui abbiamo trovato una piccola e fragile chiave dorata… aprimi… il libro ci invita… leggimi, ascoltami…

Dautremer 3Come Alice nel paese delle meraviglie cadiamo inesorabilmente nella tana del Bianconiglio: apriamo il libro, un salto, è hoplà! Cadiamo nel pozzo profondo della nostra fantasia alla fine del quale vedremo le stelle anche in pieno giorno. E scivolando sempre più in basso attraversiamo mondi, apriamo cancelli e scoperchiamo botole. Rebecca rimane un nome in copertina, lo percepiamo in lontananza come un’eco. Chi era Rebecca? Era forse il mio nome? Dove sono finita?
Il gioco è appena iniziato, perdere la strada è l’inizio di tutto, è il segreto per trovare l’uscita nel labirinto.
Siete pronti a smarrirvi?

Dautremer 2Non c’è nulla di cui avere paura, nella nostra immaginazione ieri è già oggi e ciò che era perduto è presto ritrovato; ma alla fine del viaggio noi saremo cambiati, avremo guardato nello specchio, attraversato la lucida superficie delle cose e nulla, una volta che avremo bagnato i piedi nel lago scuro dei nostri sogni più nascosti, potrà apparirci come prima.
I grandi illustratori, così come i grandi scrittori, ci insegnano a guardare oltre, a sfogliare le pagine cercando qualcosa che luccica… infine dentro noi stessi.
Un buon libro è un teatro sul cui palco siamo noi stessi a muoverci e a giocare, noi che contemporaneamente rimaniamo dietro le quinte a muovere gli ingranaggi, ad accendere le luci e a muovere la polvere degli angoli bui mentre la corda si srotola per calare dall’alto un angelo di cartapesta.
Allora, pur concedendovi pochissime parole, “Il piccolo teatro di Rebecca” diventerà il vostro regno perché la storia che ognuno di noi costruisce attraverso le trame e le figure dei libri è solo e sempre la nostra.

Buon viaggio.

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