Il signor Orizzontale e la signora Verticale – Albo poetico

Scritto il 9 ottobre 2014 nella sezione Consigli di lettura

Sul lungo mare di qualche località balneare Renè Maltete scatta una fotografia: si vede una famiglia di schiena, padre madre e bambino, che passeggia sulla passerella di legno adiacente alla spiaggia. La fotografia è stampata in bianco e nero e non ci sarebbe niente di notevole se non fosse per il fatto che lui indossa un maglioncino a righe orizzontali, lei una camicia a righe verticali e il bambino una maglietta a quadretti che è esattamente la somma delle righe di mamma e papà.
Renè Maltete è stato un fotografo molto apprezzato, collaboratore di riviste prestigiose, che negli anni 60 del ’900 si distinse per il suo stile fresco e irriverente; con sapienza Maltete fondeva nelle sue fotografie poesia e ironia, riuscendo a cogliere della vita gli aspetti più divertenti, mettendo a fuoco strane coincidenze e insolite combinazioni.

Osservando la fotografia della famiglia “a righe” la prima cosa che mi sono chiesta e se i soggetti in questione si siano accorti, prima di uscire di casa, di essere perfettamente “allineati” e, anche se può sembrare strano, mi sono risposta che no, non se ne sono resi conto. Ma è proprio questa la cosa straordinaria! L’arte ha il compito di farci vedere ciò che è nascosto, anche se spesso quello che ci è sfuggito era proprio sotto il nostro naso.
signor-orizzontale-signora-verticale-radice-labirinto-carpi (2)Ed è così che Noémie Révah e Olimpia Zagnoli ci restituiscono con l’albo “Il signor Orizzontale e la signora Verticale” edito da Terre di mezzo, la meraviglia del quotidiano e ci invitano a costruire storie laddove lo sguardo, ormai assuefatto dall’abitudine, indugia annoiato. Le autrici tuttavia ci rivelano la fotografia di Renè Maltete solo nell’ultima pagina perché il gioco di fantasia diventa più interessante se scopriamo, in seguito, quanta realtà è riuscito ad esprimere e contenere.
Succede così anche quando osserviamo i bambini: un gioco di finzione assume per gli adulti maggior valore se viene percepito come specchio del reale, come metafora profonda attraverso cui mettere in campo emozioni e sentimenti.

Rendendo omaggio a Renè Maltete e non solo (in fondo all’albo l’autrice e l’illustratrice rendono grazie anche a Bruno Munari e ad Andrè Francois, fumettista francese), Noémie e Olimpia mescolano surrealismo e dolcezza immaginando la vita di lui, amante di tutto ciò che è orozzontale, e di lei, appassionata cultrice della verticalità.

“Al signor Orizzontale piace tutto ciò che scivola, per esempio pattinare sulla pista ciclabile.”

“La signora Verticale ama saltare, lanciarsi in aria e fare le piroette.”

“A lui piace il deserto, la sabbia a perdita d’occhio, camminare e camminare.”

“Lei adora gli ascensori. Salire e scendere le dà una grande gioia. La si trova spesso sulle scale.”

signor-orizzontale-signora-verticale-radice-labirinto-carpi-(11)In un dialogo invisibile e continuo questi due strani personaggi ci mostrano i loro rispettivi mondi fatti di lunghe passeggiate e di ripide scale, e viene da chiedersi come riescano ad incontrarsi, perché è chiaro fin da subito che si amano follemente. Forse lui scivolerà giù per le scale e lei indosserà i pattini in ascensore, forse lei si tufferà nella sua tinozza da bagno e lui la spingerà in altalena; ma a ben guardare si sono già incontrati e proprio sotto i nostri occhi (è stato mio figlio a farmelo notare): nella copertina lei è messa in modo che le righe del suo vestito ci appaiono come orizzontali e lui, nella quarta di copertina, ci mostra le righe della sua maglia in modo verticale. Così Olimpia Zagnoli pare suggerirci che gli opposti sono un’illusione e che l’incontro è sempre possibile, basta saper osservare. E se è vero che gli opposti si attraggono, cosa potrà mai capitare di più meraviglioso alla signora Verticale e al signor Orizzontale che avere un figlio a quadretti, perfetto incrocio dei due?

signor-orizzontale-signora-verticale-radice-labirinto-carpi-(10)L’atmosfera generale dell’albo, pur nella sua estrema contemporaneità (linee grafiche ed essenziali e sfondi omogenei) ha un sapore retrò. Olimpia Zagnoli ritrae il signor Orizzontale come un marinaio, fiero e romantico, di certe cartoline ingiallite: pantaloni larghi alla caviglia, baffi ben pettinati, e una testa pelata che, insieme alla posa delle braccia, lo fanno anche assomigliare all’uomo forzuto di un vecchio circo ambulante.
Lei con la sua lunga gonna a campana alta in vita, il caschetto preciso e il rossetto sulle labbra a cuore, è una mezza via tra gli anni ’20 e gli anni ’70 ( ma pure lui del resto porta buffi occhiali rotondi e uno stivaletto da febbre del sabato sera). Lei pare perfettamente a suo agio (e per nulla fuori moda) tra i grattacieli di New York, mentre lui sulla sua barca a vela sembra saperla lunga in fatto di viaggi in mare; ma ciò che li accomuna e al tempo stesso li rende così diversi, sono le loro maglie a righe bianche e nere. Come nelle fotografia di Renè Maltéte lei indossa righe verticali e lui orizzontali. I colori che fanno da cornice ai due innamorati sono pochi: blu, ocra e rosso. Alternando questi tre colori Olimpia Zagnoli dona fluidità e ritmo all’insieme, mettendo in risalto i tratti dei due personaggi principali. I risguardi a righe blu, rosso e ocra (quello di sinistra ad andamento orizzontale e quello di destra ad andamento verticale) ci invitano immediatamente all’interno di una storia fatta di opposizioni e di tre personaggi (anche se il bambino compare solo alla fine).

signor-orizzontale-signora-verticale-radice-labirinto-carpi-(1)Il testo di Noemie Ravah è acuto e mai banale, le immagini che evoca con la sua scrittura semplice e lineare sono dolci e poetiche, come quando scrive che l’uomo orizzontale ama le formiche e tutti gli insetti che si muovono in fila indiana.
Sono certa che René Maltete avrebbe apprezzato questa storia nata dalla sua fotografia perché sia nel testo della Revah che nelle illustrazioni della Zagnoli rimane intatto il surrealismo divertito e poetico del suo sguardo.
Ogni bambino si chiederà a quale dei tre personaggi assomiglia di più (io sono senza alcun dubbio una signora orizzontale) e mentre cercherà di far coincidere le sue caratteristiche con uno o con l’altro personaggio definirà meglio, in modo inconsapevole, anche la sua visione del mondo. Come attraverso la macchina fotografica di Renè Maltete, l’albo “Il signor Orizzontale e la signora Verticale”, ci invita a mettere a fuoco la realtà attraverso l’occhio dell’immaginazione.

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