Intervista a Evelyn Daviddi

Scritto il 16 dicembre 2015 nella sezione Il giardino degli illustratori and In evidenza
Evelyn Daviddi per il calendario dell'avvento di Radice Labirinto

Evelyn Daviddi per il calendario dell’avvento di Radice Labirinto

L’appuntamento di oggi inizia qui, cara Evelyn, nel capanno del giardiniere. Luogo insolito per un incontro, ma ormai è chiaro che il nostro giardino è imprevedibile e se lo si asseconda con entusiasmo può riservare infinite sorprese. C’è solo una piccola finestra in questa casetta di legno, e dai vetri possiamo vedere la neve cadere abbondante sulle siepi qui intorno. Un odore pungente di terra riempie la stanza, mentre rastrelli, zappe, secchi e innaffiatoi sembrano dormire nel silenzio degli angoli bui. Ci sono periodi nella tua vita di illustratrice, cara Evelyn, in cui matite e pennelli riposano quieti in attesa di essere impugnati da una mano ispirata?

Certo, l’attesa fa parte del percorso creativo, ogni progetto inizia quando ancora matite, carta e pennelli sono sul tavolo del mio studio, un po’ alla rinfusa ma pronti ad accogliermi, una volta entrata nella storia da illustrare. Per me ogni storia è una casa da abitare, ho sempre bisogno di un po’ di tempo per ambientarmi, per conoscere i personaggi che ci vivono e sentirne il calore, nella storia devo sentirmi comoda, mettermi a mio agio, assaporarla e come dico sempre ai miei studenti, digerirla.
A volte questo tempo è breve e piacevole, in alcune occasioni faticoso, quasi doloroso, ma è un passaggio obbligato di ogni storia da illustrare. Solo dopo carta e matita possono viverla.

pioggiaI vasi di terracotta sono disposti in bell’ordine sugli scaffali, mentre i sacchi di semi e di bulbi sono stati avvolti nella paglia dentro a casette di legno. C’è una grande cura in questo capanno, tutte le cose emanano un amore discreto, come se un affetto sottile avvolgesse le ore e gli strumenti di chi svolge un lavoro felice. Pensi anche tu che ci sia una certa affinità tra il lavoro del giardiniere e quello di un’artista? Quali semi vorresti affidare al foglio bianco quando ti accingi a disegnare? E chi immagini potrà raccogliere i frutti del tuo lavoro?

L’illustrazione nasce da un seme che è l’idea, viene coltivata ed elaborata su carta, uno schizzo dopo l’altro cresce, prende forma fino a sbocciare con colore e carta decorata, strappata, tagliata. Esattamente come un germoglio nasce dalla terra e dalle mani del suo giardiniere che con cura e dedizione lo protegge, lo nutre e lo coccola. Più il giardiniere amerà la sua piantina più lei sarà bella e potrà emozionare chi la guarderà e ne sentirà il profumo. Penso sia proprio la stessa cosa per noi illustratori…

crescitaUna grande cassa di legno chiusa da un pesante coperchio, emana un profumo intenso di humus e sottobosco. Avvicinandoci sentiamo un tepore avvolgente, come se un fuoco segreto stesse ardendo al suo interno; credo sia il calore della terra, della vita che fermenta in segreto nel buio della zolla. Forse ogni cosa, nel lungo letargo invernale, custodisse i colori primari del mondo, i quali poi, mescolandosi tra loro ai caldi raggi del sole primaverile, daranno luce e forma alla natura. Cosa rappresentano per te i colori, cara Evelyn? Ci sono tinte che tu consideri primarie per dare vita al tuo immaginario?

Se la matita è l’anima, i colori sono il corpo delle mie illustrazioni, sono l’aspetto concreto, il completamento di un idea, non sono mai troppi, non affollano lo spazio, mi piacciono delicati, quasi mai violenti. Preferisco i colori timidi ma caldi, sempre però guidati dal nero che dà solidità all’immagine. Non manca quasi mai un tocco, anche minimo, di rosso, nelle sue diverse declinazioni, perchè la delicatezza mi piace sempre accompagnarla alla forza e all’allegria.

alterEgo2Sedute sulla grande cassa del compostaggio ci sentiamo in pace: l’energia del bosco ci avvolge in un abbraccio, sospingendoci dolcemente verso un sonno pieno di sogni. E come nel dormiveglia i nostri sensi diventano più sottili, così il silenzio di questo luogo si fa via via più intenso, e, dilatandosi, ci rende partecipi dei segreti nascosti nell’oscurità. Ora riusciamo a percepire il respiro dei ghiri raggomitolati tra le assi dei sottotetto, il pigolare dei topolini accampati tra i vasi dei gerani e il lento filare dei ragni tra le fascine dei salici messe ad essiccare contro la parete rivolata a sud. Nelle tue illustrazioni c’è una sensibilità particolare come se per un attimo fosse possibile vedere l’invisibile. E’ possibile attraverso la vista accendere gli altri sensi? Lo sguardo può prolungarsi anche oltre il foglio e influenzare l’immaginario che si disegna ad occhi chiusi? Tu, cara Evelyn, dipingi per portare uno sguardo nuovo nel mondo o il tuo lavoro ha un impronta fortemente personale?

Nelle mie illustrazioni c’è sempre una parte di me, è imprescindibile, o più probabilmente è inconscio. Anche quando il progetto è su commissione, nelle atmosfere, nei personaggi, nelle forme o anche solo in un dettaglio c’è un pezzetto del mio mondo, del mio immaginario, del mio stato d’animo… e da quando sono diventata mamma ci sono sempre anche i miei figli… ma in fondo ogni illustrazione è un po’ come un figlio!

1aflowLa porta del capanno si apre sospinta dal vento e un cono di luce bianca taglia il buio portando con sé una manciata di fiocchi, che ai nostri occhi abbagliati pare una manciata di stelle. Un profumo di camino accende in noi un’improvvisa voglia di fiamme splendenti e parole di fiaba. Usciamo. L’aria è fredda e il nostro respiro caldo disegna nell’aria un albero azzurro che rapido sparisce nel lento cadere della neve. A pochi passi dal capanno qualcuno ha acceso un fuoco; ci sono perfino due vecchie poltrone in velluto davanti al braciere, e due coperte in cui avvolgerci. Una fiaba mi rotola sotto la lingua. Ti va di ascoltarla? Ti piacciono le fiabe Evelyn? Esiste un giardino che ti è caro quanto una storia della buonanotte? Certo è stato insolito incontrarsi nel capanno degli attrezzi eppure ogni luogo può essere speciale in buona compagnia, non credi?

Se sono diventata un illustratrice è anche perchè da sempre amo le fiabe, sono state per me la coccola prima di dormire, fin da bambina mi addormentavo tenendo negli occhi le illustrazioni dei libri che mi leggeva mia nonna, le sue preferite, e di conseguenza anche le mie, erano le leggende popolari, quelle che raccontavano la terra e il mare, gli animali e i boschi. Il giardino più caro dei miei ricordi, non è un vero giardino ma l’aia davanti alla casa di montagna della nonna, e i campi verdi di fronte, dove passavo ogni estate con i miei cugini, dove le nostre mani e i nostri vestiti erano sempre sporchi d’erba!

E’ stato un piacere averti nostra ospite, cara Evelyn. E ora… C’era una volta e una volta non c’era…

Vi ringrazio per avermi ospitata nel vostro bel giardino pieno di storie e tranquillità!

Breve biografia

Evelyn Daviddi 2EVELYN DAVIDDI è un illustratrice che vive e lavora a Carpi vicino Modena.­
Fin da bambina amava disegnare per se e per gli amici, è cresciuta con i libri di Rodari, di Richard Scarry e Luzzati.
Già alle scuole elementari decide che da grande avrebbe voluto lavorare disegnando.
Dopo il diploma allo IED di Milano nel 1997, comincia ad illustrare libri per ragazzi per editori italiani e stranieri,
Giunti, ZOOlibri, Franco Cosimo Panini, Carthusia, Logos, Profil, Lito, Friedrich Reinhardt Verlag, Ta Chien, Imaginarium, OQO, SM, Annette Betz, Milk&Cookies e altri.
Evelyn illustra anche per magazines, campagne sociali e abbigliamento.

Ha partecipato a mostre collettive e personali tra cui la mostra illustratori alla fiera del libro di Bologna,
la Biennale dei giovani artisti Europei, le immagini della fantasia a Sarmede e tante altre.

Dal 2009 insegna illustrazione creativa alla scuola Internazionale comics di Reggio Emilia.
http://www.evelyndaviddi.it/

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