Intervista a Lisa d’Andrea

Scritto il 2 dicembre 2015 nella sezione Il giardino degli illustratori and In evidenza
Lisa D'Andrea per il calendario dell'avvento di Radice Labirinto

Lisa D’Andrea per il calendario dell’avvento di Radice Labirinto

Cara Lisa, benvenuta nel nostro giardino.
C’è un’ insolita euforia nell’aria: è dicembre eppure pare primavera tanto il cielo è pieno di canti! Fringuelli, pettirossi, cince, ghiandaie… sebbene il sole sia velato, oggi ad accoglierti c’è un bosco di suoni.
Chissà cosa avranno da cinguettare tanto in pieno inverno. Vieni, seguiamo il sentiero che si apre nella foresta dei bambù, pare che gli uccelli si siano dati appuntamento tra le canne alte. Mi piace questa parte del giardino, è misteriosa e allo stesso tempo molto luminosa. C’è un luogo del giardino che più ami rispetto agli altri? C’è un giardino che fa parte della tua vita che ti è particolarmente caro?

Ciao Alessia. Che piacere essere qui! I suoni della natura sono la musica più bella.
Certamente nel mio giardino non può mancare un albero. Amo sdraiarmi ai piedi degli alberi ed immaginare cosa stia accadendo tra rami e foglie.
Sono molto affezionata al giardino della casa di mia nonna, a Lestans, un piccolo paese del Friuli, dove ora vivono i miei genitori. E’ il giardino della mia infanzia, ricco ed accogliente, dove ho trascorso tutti i fine settimana e le vacanze. In quel giardino ho fatto il mio primo pupazzo di neve, ho imparato ad andare in bicicletta, a vendemmiare, a fare la marmellata e la passata di pomodoro con i suoi frutti, a nuotare nell’acqua della roggia che vi scorre accanto, a raccogliere maggiolini e fare collane di margherite, a inventare minestroni di verdure da accampamento, ad arrampicarmi sugli alberi e ad andare in altalena. Mi sono persino sposata, in quel giardino.
Ed ora è il giardino di mio figlio.

lisa-d-andrea-2Il sentiero si snoda tra le alte canne ed il canto degli uccelli è ormai così intenso che pare di essere dentro ad un’enorme voliera dalle innumerevoli sbarre che ondeggiano al vento. Ma ecco che tutto tace all’improvviso, e mentre inizia a cadere la neve ci ritroviamo in uno spiazzo erboso e circolare tra i bambù, al centro del prato una fontana che non avevo mai visto prima, da dove zampilla acqua purissima. Ecco le cose appaiono dove prima non c’erano.
Credi che sia così l’ispirazione artistica? Come il topolino del tuo primo albo, che prima era un pensiero e poi ad un tratto bussa alla tua porta?

Credo proprio di si. O almeno questo vale per me: l’ispirazione arriva sempre quando non la stavo aspettando. E così è stato per quel topolino, ora protagonista del mio primo albo illustrato, che è apparso sul foglio bianco che avevo davanti, un giorno, per caso.

procione-lisa-d-andreaGli uccelli si sono nascosti tra i rami al nostro arrivo, ma ora sedute qui sul bordo della fontana, possiamo vedere che appesa ad ogni canna che delimita la radura, è appeso una retina, e dentro alla retina c’è un mazzolino di bacche e semi. Ecco a cos’era dovuto tutto quel baccano! Qualcuno deve aver appeso questo succulento banchetto nel bosco dei bambù; arrivando dobbiamo aver interrotto una generosa colazione. Eppure nulla accade per caso in questo giardino: acqua, cibo, un posto tranquillo… immersi nella natura pare sempre che basti poco per sopravvivere dignitosamente. Qual è invece, Lisa, il pane e l’acqua del tuo lavoro? Cosa nutre la tua immaginazione e cosa (o chi) le ha dato sostegno fino a qui? Ora con la pubblicazione del tuo primo albo sei un’illustratrice agli esordi e credo che oggi più che mai le tue radici siano importanti.

Non ho dubbi. I libri sono il mio pane quotidiano. Leggo fin da quando ne sono stata in grado e non c’è libro che io non conservi come un tesoro. Sono le pagine dei libri ed il loro contenuto a nutrire la mia immaginazione.
Certamente non mi sarei mai avvicinata a questo mondo senza riconoscere la mia infanzia. E torniamo alla casa di mia nonna e al suo giardino, in compagnia di racconti e giochi inventati ed immaginati.

struzzo-lisa-d-andreaPrima che la neve fresca copra ogni cosa, osservo attentamente le impronte lasciate sulla neve di ieri… credo di sapere chi ha appeso i cestini di bacche al bosco di bambù: sono stati di certo i bambini del paese qui vicino che spesso vengono a giocare in questo giardino. Hanno praticato delle piccole incisioni nelle canne e vi hanno infilato lo spago con appeso i semi. E’ difficile arrampicarsi sugli alberi quando nevica, gli stivali scivolano e si rischiano dei bei capitomboli, l’idea dei giunchi è certamente ingegnosa e gli uccellini hanno
molto apprezzato. I bambini nascondono un cuore luminoso, anche se non sempre te lo mostrano. Come illustratrice hai ben in mente il tuo pubblico? Ti piace parlare ai bambini?

Adoro parlare ai e con i bambini perchè mi riconosco moltissimo in loro. Sono i bambini a stimolare la mia costante necessità di infanzia e ho dedicato quindici anni di lavoro come infermiera in reparti pediatrici.
Mi piace pensare di riuscire a parlare a bambini di ogni età, da 0 a 100 anni. E’ per questo che prediligo disegnare animali ed inserirli in uno spazio bianco: perchè chiunque vi si possa identificare, senza alcun limite.

Camaleonte-lisa-d-andreaEssere giunti a questa fontana, restare sotto la neve a parlare, notare le impronte dei bambini, mi ha portato alla mente una fiaba di Oscar Wilde che amavo molto da piccola: ll gigante egoista. La conosci? Ho un meraviglioso albo nella mia libreria domestica illustrato da Lisbeth Zwerger. La tua infanzia è stata nutrita dal fuoco sacro delle fiabe? Conservi delle illustrazioni che hanno cambiato il tuo sguardo sul mondo?

Conosco Il gigante egoista e la bravissima Lisbeth Zwerger anche se in realtà non sono cresciuta a fiabe classiche.
Leggevo molti fumetti e libri, sì, ma non fiabe. A queste mi sono avvicinata da sola quando ero già più grande e le leggo tutt’ora.
Mia nonna mi raccontava storie, moltissime e bellissime, che però erano farina del suo sacco.
Sono legatissima alle illustrazioni di Sendak, tutte, perchè hanno uno sguardo speciale e vero verso i bambini.

DAndreaLisaLa neve scende sempre più fitta. La fontana zampilla ancora allegra, di certo durante la notte l’acqua nella sua conca di pietra gelerà, ma poco male…forse arriverà una schiera di topini a pattinare sul ghiaccio, non credi?
I bambù sono immobili sotto la neve, ma le ali degli uccelli sono un fremito leggero tra le foglie. Penso sia giunto il momento di lasciarli terminare il loro banchetto, sento che attendono.
Appena ci inoltriamo tra le canne il cinguettio si fa via via più intenso. E’ bello salutarci così, con un canto di speranza sullo sfondo del bosco durante una bella nevicata. Grazie Lisa per essere stata con noi.

Eh si, già li sento arrivare quei topolini!
Grazie a voi Alessia e Dario.

Breve biografia

Lisa D'AndreaLisa D’Andrea vive e lavora a Padova.
Trascorre l’infanzia e l’adolescenza in Friuli, terra d’origine, dedicandosi alla ginnastica ritmica.
Disegna e dipinge da sempre per passione, perfezionando l’arte dell’illustrazione come autodidatta.
Dopo la maturità classica e l’università, si diploma alla Scuola Internazionale di Comics di Padova.
Tra il 2010 ed il 2014 viene selezionata ad alcuni concorsi nazionali per illustratori tra i quali: “Pinocchio e il viaggio” indetto dal Museo Luzzati di Genova, dove ottiene la menzione speciale della giuria e la Rassegna Internazionale di Illustrazione “I colori del sacro” presso il Museo Diocesano di Padova.
Nel 2016 farà parte di un collettivo internazionale in una mostra itinerante dedicata al 150° anniversario di “Alice nel Paese delle Meraviglie.”
“Il topo che non c’era” (2015) è il suo primo albo illustrato, scritto da Giovanna Zoboli, edito da Topipittori.
Lisa D’Andrea
Via F. Testi 20
35125 Padova (PD)
lisadandrea.blogspot.it

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