L’Eco – Albo narrativo

Scritto il 7 gennaio 2014 nella sezione Consigli di lettura

Oggi vi vorrei parlare dell’albo illustrato “L’Eco” edito da Lapis e scritto da Alessandro Riccioni con le belle tavole di David Pintor.

Ninfa Eco John William Waterhouse

Dipinto di John William Waterhouse

Partiamo dal titolo.
La parola Eco è un vocabolo misterioso perché racchiude una storia che affonda le sue radici in tempi antichi antichi.
Eco era una ninfa, una creatura leggera che abitava sulle montagne. Era però molto pettegola e amava raccontare alle sue amiche tutto ciò che le succedeva intorno; a volte raccontava anche cose che non si devono dir mai, come i segreti.
Zeus, il sovrano di tutti gli Dei, venuto a conoscenza della favella della giovane ninfa, invitò Eco a passare del tempo con sua moglie Era, mentre lui si dedicava ad altre donne; sperava così che la regina non facesse caso ai suoi tradimenti, distratta com’era da tutti quei pettegolezzi. Ma non appena Era si rese conto dell’inganno, per vendicarsi, rese muta Eco e la costrinse a ripetere solo l’ultima parola di ogni discorso.
Le disavventure della povera ninfa non finirono lì perché Eco si innamorò del giovane e bellissimo Narciso, ma poiché ella poteva ripetere solo le sue ultime parole, il bel ragazzo si stancò presto di lei e non la volle vedere mai più. Per il dolore Eco si lasciò morire in una grotta e dopo la sua morte gli Dei, impietositi, la tramutarono in un’alta montagna e lasciarono che la sua voce si potesse udire per sempre tra le verdi vallate.

 

L'ecoE’ una storia triste, vero? Ma credo che con il passare degli anni tutti i grandi dolori si affievoliscono e diventino trasparenti nostalgie. Ed è forse per questo motivo che Alessandro Riccioni e David Pintor hanno scelto di raccontarci una storia dolce e poetica che ha come protagonista la sfortunata Eco. Anche se nel libro la ninfa non compare mai e nemmeno ci vengono spiegate le sue origini mitologiche, la sua voce risuona in ogni pagina, forte e chiara come la verità.
Dopo aver letto questo albo illustrato non penso più ad Eco come ad una giovane ninfa infelice e ciarliera, ma come ad una simpatica vecchina che ha allestito la sua grotta sulla montagna con tendine e tazzine da tè. Con il tempo e l’esperienza, Eco ha imparato a riconoscere nella voce delle persone il colore dell’anima e ad intuire se chi parla sia gentile o arrogante, timido o spavaldo, coraggioso o orgoglioso. A forza di ripetere le ultime parole dei discorsi ha capito che dentro ad ogni intonazione, in quell’ultimo respiro prima di fare silenzio, sono nascosti i segreti del cuore.
Ci avete mai fatto caso? Quando le persone finiscono di parlare fanno spesso qualcosa di buffo: alcune si irrigidiscono come manici di scopa o si afflosciano come fazzoletti, altre voltano gli occhi al cielo, mentre alcuni frugano per terra quasi a cercare un buco in cui nascondersi. C’è chi, invece, quando ha concluso un discorso, ti guarda ancora dritto negli occhi o continua a sorriderti con dolcezza, e noi capiamo, da un gesto così piccolo, che quelle persone sono sincere e limpide.

 

L'Eco 4Ecco, a Eco piacciono le persone così. Ed è per questo che al bambino della storia ha donato la cosa che più al mondo desiderava… anche se lui non aveva l’ardire di chiedere tanto!
Il più delle volte una “Amma” è la cosa più straordinaria, insieme al papà (altro protagonista della storia), che un bambino possa ricevere dalla vita: una “amma” ci amerà sempre, anche quando saremo lontani o arrabbiati, ci proteggerà e ci seguirà con il pensiero ovunque andremo.
Forse la mamma è come l’eco che abita sulla montagna: dal suo cuore sentiamo rimbalzare la nostra voce e le nostre emozioni, ma, come per incanto, queste ci torneranno indietro più chiare e brillanti che mai, e noi sentiremo che qualcuno ci ha davvero compresi.

 

L'eco 2L’Eco di Alessandro Riccioni, non è tuttavia solo dolce e comprensiva, ma anche molto divertente e spiritosa perché sa che se di una parola ci restituisce solo un pezzettino, noi potremo giocare con l’immaginazione e comporre con quel minuscolo frammento sonoro, liste infinite di desideri. Non c’è miglior giocattolo di quello che cambia continuamente, che si trasforma sotto il comando della nostra fantasia.
Voi cosa ci fareste con un INO? O con un ELLO?

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