Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno – Raccolta di poesie

Scritto il 28 maggio 2014 nella sezione Consigli di lettura

Quando senti l’estate arrivare
metti tra le cose da fare
cogliere un papavero premere
il pistillo stampare una stella
sulla fronte di un’amica
fischiare usando un filo d’erba
lasciare una briciola in terra
e aspettare una formica
cercare un soffione prendere
fiato soffiare insieme
ricordare che ogni desiderio
è un seme.

poesie-notte-giorno-topipittori (1)La poesia è fatta così, ti fa lo sgambetto. Tu pensi all’estate che arriva e ad un tratto trovi tutte le parole che ti occorrono. Oppure ti sdrai in un prato, in un giorno di sole, ed ecco apparire tra i tuoi pensieri la frase perfetta… ricordare che ogni desiderio è un seme.
O stai per salire sull’autobus e vedi al bordo del marciapiede un papavero, e non resisti… premere il pistillo stampare una stella.

Le cose belle ci accompagnano, restano con noi, anche se spesso ci sembra di poterne fare a meno. La bellezza vuole far parte della nostra esistenza. Ci accorgiamo di quanto ci sia necessaria quando una piccola poesia ci riaffiora alla mente, così, senza che le parole siano state invitate. Dove l’abbiamo letta?

poesie-notte-giorno-topipittori (4)In questo caso possiamo aiutarvi noi: la poesia è di Silvia Vecchini ed è tratta dal libro “Poesie della notte, del giorno, di ogni cosa intorno edito da Topipittori, con le delicate illustrazioni di Marina Marcolin.
Quando una poesia è vera si aggancia a qualcosa di profondo dentro di noi, a qualcosa di altrettanto vero. Le parti combaciano perfettamente e, insieme, questi due nuclei di luce iniziano a produrre senso e calore.

La mia bisnonna abitava in una vecchia casa contadina, non aveva il gas e con la stufa a legna faceva tutto: scaldava la minestra, asciugava i calzini, ci metteva le bucce di mandarino per profumare la stanza, ci appoggiava i piedi e la schiena, se faceva freddo. Anche quando la pancia della stufa non ardeva, io sentivo, passandoci vicino, un odore di cenere e fuoco. Immaginavo che dentro ci fosse un cuore, rosso, che batteva e pulsava continuamente come il mio, anche se non si vedeva.

poesie-notte-giorno-topipittori (2)Le poesie sono come quella stufa perché il cuore pulsante di certe parole non smette mai di produrre calore, anche quando è il nostro bisogno di bellezza ad essere freddo e lontano. La scrittura poetica di Silvia Vecchini incontra il centro dei nostri ricordi, dà loro legna buona da ardere perché possano, brillando, gettare di nuovo meraviglia sulla nostra vita.
E non è importante se il ricordo messo in versi da Silvia Vecchini corrisponde al nostro, la magia è questa: due forme diverse improvvisamente combaciano alla perfezione, svelandoci che da sempre esiste dentro di noi un’infanzia vissuta e un’infanzia desiderata o immaginata.
La poesia può far rivivere entrambe.

poesie-notte-giorno-topipittori (3)E le poesie creano non una, ma mille connessioni! Non tutte avvengono nel segreto del nostro animo, i versi intrecciano le vite delle persone e segnano sentieri che altri possono percorrere.
Pensate all’incontro tra Silvia Vecchini e Marina Marcolin: non si conoscevano prima di questo libro.
Eppure sfogliandolo non lo direste mai: le immagini e le parole si amalgamano così bene da sembrare nate nello stesso momento.

Marina Marcolin ha dipinto un nido che sembra vero, un volo di rondini di cui senti il frullare d’ali, una tenda di lenzuola che avresti sempre voluto costruire e molti altri luoghi e stati d’animo che tu sai di aver attraversato e indossato.
poesie-notte-giorno-topipittori (5)L’acquerello di Marina sfuma sotto la linea precisa delle parole di Silvia e tu intuisci immediatamente che quei due piani, uno più leggero e uno più nitido, scivolano continuamente l’uno sull’altro e uno dentro l’altro. La magia sulla pagina è perfetta perché quando non si distinguono più le parole dell’incantesimo da tutto ciò che gli sta intorno, dal giorno e dalla notte, allora ci sono buone probabilità che quello che stiamo leggendo possa arrivare in profondità.

La bellezza ci attende continuamente, ci aspetta per accoglierci tra le sue braccia. Vi assicuro che se inizierete a leggere la poesia (quella bella), a voce alta, a voi stessi e ai vostri bambini, potrete fare voi lo sgambetto all’ovvietà, alla superficialità e alla noncuranza.

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