Scuola Radice #10 L’esperienza

Scritto il 19 aprile 2016 nella sezione Blog

“Esperienza” deriva dal latino esperire, ovvero “provare su di sé, sperimentare”. L’apprendimento non può fare a meno di concepirsi come sperimentazione. La sperimentazione deve essere capace di accendere la miccia delle domande, dei dubbi e dei buoni pensieri ancorandoli a una base preziosa di percezioni, di storie cui assistere, di miracoli di cui essere testimoni, di difficoltà da superare e paure da affrontare, di persone e animali da incontrare.

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Illustrazione di Beatrice Alemagna

A Scuola Radice sosteniamo un approccio esperienziale che sia custode della possibilità di imparare indagando e facendo, che solletichi provocatoriamente la creatività di ciascuno. 
Tuttavia, prendiamo con forza le distanze da quel pragmatismo fine a se stesso che finisce per esaurirsi nel gesto compiuto, in un’azione meccanica che limita, invece di ampliare, le possibilità di scoperta, che disperde le connessioni che dovrebbe generare, che annienta l’entusiasmo e, presentandosi come estranea alle situazioni di vita, discosta il desiderio di conoscere.
Scrive Luigina Mortari:

“Col termine esperienza s’intende qui indicare non il semplice fare, l’essere coinvolti in qualche forma di attività: l’esperienza non coincide con il mero vissuto, che identifica quel tessuto di eventi che si snodano in una condizione preriflessiva, dove si vive l’accadere delle cose in una condizione di muta immediatezza, stando corpo a corpo con gli eventi. Il vissuto è il modo diretto e naturale di vivere nell’orizzonte del mondo. L’esperienza prende forma quando il vissuto diventa oggetto di riflessione e il soggetto se ne appropria consapevolmente per comprenderne il senso. [...] Perché ci sia esperienza è quindi necessario un intervento del pensiero che consenta di mettere in parola il vissuto dando a esso esistenza simbolica. Il fare esperienza va inteso come il movimento dello stare in contatto con sé, il disporsi in un atteggiamento di ascolto pensoso rispetto al divenire della propria presenza nel mondo.”

Maestra Chiara

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