Scuola Radice #2 La parola amore

Scritto il 26 gennaio 2016 nella sezione Blog
Illustrazione di Carson Ellis

Illustrazione di Carson Ellis

Spesso le scuole nate fuori dagli ambiti istituzionali usano parole molto belle come pace, libertà, amore e giustizia per delineare il loro progetti pedagogici.
Sono tutte parole irrinunciabili, e nonostante siano in molti ambiti estremamente abusate, non smettono mai di emanare la loro luce.
Capiamo perfettamente il loro valore e non vogliamo giudicare le scuole che le usano con cognizione di causa.
Come fondatrice del progetto pedagogico di Scuola Radice mi sono chiesta più volte se fosse il caso di palesare queste parole nello statuto dell’associazione e nel progetto pedagogico della scuola, e la risposta è stata no.
Perché?
Non pensiate che non ci prenderemo cura dei nostri futuri allievi, che la maestra non sarà con loro amorevole o che alle radici della nostra scuola non ci sia una volontà grande di fare del bene, di insegnare la pace o di infondere un senso profondo di libertà nelle proprie scelte; ma Scuola Radice non può fare di queste parole un progetto politico, dove per politico si intende un progetto pedagogico che si prefigge di avere una ripercussione grande sulla società o nella vita oltre la scuola.
La buona scuola è di per sé un progetto politico perché opera con e per i bambini che sono il futuro della società. Una scuola inoltre dovrebbe sempre essere dentro ad un progetto politico più ampio, essere amata e protetta dallo stato.

 

Illustrazione di Giulia Orecchia

Illustrazione di Giulia Orecchia

Radice delineandosi come una scuola, vuole promuovere la conoscenza. E’ l’unico strumento che per ora possiamo offrirvi affinché il bambino possa interrogarsi su se stesso e sulle grandi questioni del mondo.
Gran parte dell’umanità aspira a vivere in pace, e, ogni giorno, come genitori, insegniamo l’amore ai nostri figli; tuttavia Scuola Radice non può ignorare, in questa contemporaneità, che la realtà intrecci continuamente il buio con la luce.
Scuola Radice è nel mondo così come lo sono i bambini e i loro genitori. Fuori dalla porta si incontra ogni giorno il mondo e il mondo va interpretato e conosciuto nei suoi aspetti luminosi e nei suoi aspetti bui. Come scuola possiamo dare ai bambini delle basi sicure per sviluppare un pensiero critico, cercare cioè di coltivare in loro un pensiero che eserciti la propria libertà nel rispetto di se stessi e degli altri, e su cui fare affidamento per creare un percorso personale di felicità e un futuro migliore per il pianeta.
Per questo non possiamo che usare, per definire il nostro progetto pedagogico, parole come conoscenza, competenza e disciplina.

 

Illustrazione di Violeta Lopiz

Illustrazione di Violeta Lopiz

Capisco che quanto scrivo possa sembrare forte, ma vogliamo essere onesti con i nostri allievi e con i loro genitori. Apriamo Scuola Radice per costruire non solo un ponte con il mondo, ma anche con la scuola pubblica, sperando che questo ponte si voglia e si possa costruire da entrambe le parti. Vorremmo che la buona scuola facesse rete, che queste esperienze non fossero isole e nemmeno in competizione tra loro. In questo e nel quotidiano con i nostri allievi metteremo tutto l’amore di cui siamo capaci perché su questo ideale profondo di collaborazione e fratellanza costruiamo questa scuola.
La conoscenza è la parola che fonda il nostro pensiero, il cambiamento, nel rispetto della tradizione e della cultura in cui viviamo, è ciò che lo muove.
Vorremo una Scuola che si apra al mondo e che muova verso di esso con umiltà e consapevolezza.

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