Storia di un albero – Albo silenzioso figurativo

Scritto il 7 giugno 2013 nella sezione Consigli di lettura

vast 1Quando arriva l’ora di andare a dormire è consuetudine nella nostra famiglia sdraiarci tutti sul futon e leggere un bel libro.
Ci sono sere però in cui si è talmente provati dalla giornata lavorativa che le pagine si sfogliano a fatica e gli sbadigli creano lunghissime pause tra una parola e l’altra.
Capita, ed è del tutto normale. Così quando in una di queste serate assonnate nostro figlio si presenta con in mano il libro “Storia di un albero” di Emilie Vast io e suo padre ci guardiamo negli occhi e quasi all’unisono esclamiamo: “Ma amore, questo è un libro lunghissimo!”.
Ci si potrebbe meravigliare per il fatto di definire l’albo di Emilie Vast “lungo” perché il testo è davvero sintetico. Dopo il titolo “Storia di un albero” si legge “cresce, incanta, accoglie, unisce, provvede, muta, attende, e di nuovo…”. Tutto qui, non una parola di più. E allora come mai è così difficile per una mamma e un papà stanchi arrivare alla fine di questo splendido albo illustrato?

Un bel libro è come una grotta nascosta sotto l’erba del prato: puoi semplicemente fermarti a raccogliere i fiori ammiccanti in superficie oppure puoi accorgerti che una brezza sotterranea muove delicatamente l’erba e, incuriosito, calarti nelle profondità del sottosuolo scoprendo limpidi ruscelli, conchiglie racchiuse nella roccia e sculture di lucida pietra stagliarsi misteriose nell’umida ombra della terra.
Il libro di Emilie Vast offre entrambe queste possibilità: seguire il filo delle parole lasciandosi incantare da un segno pulito, declinato solamente nei toni del grigio, del nero e dell’ocra oppure soffermarsi a lungo su ogni pagina e scoprire tutte le storie che racchiude.
vast 2Tuttavia una volta che un bambino ha scoperto la ricchezza nascosta in ogni pagina non vorrà più fermarsi solo alle parole, ma vorrà sentire, di quel libro, tutte le trame possibili.

“Storia di un albero”, edito in Italia da Gallucci, è quasi un silent book ovvero un libro silenzioso che sussurra le sue storie attraverso le immagini.
E’ un libro circolare che finisce e riinizia seguendo la corsa di uno scoiattolo.
I racconti di questo libro, in effetti, li si può trovare seguendo gli animali e le impronte che hanno lasciato intorno al grande pero che li accoglie, li incanta, provvede a loro.
Accanto ai cervi, ai merli, alle anatre, ai fagiani, ai conigli, ai tassi e alle volpi, c’è la voce delle nuvole e i piccoli gesti di adulti e bambini che giocano, si riposano e raccolgono frutti e foglie accompagnando l’albero nel dolce fluire del tempo naturale e delle stagioni.
vast 4“Storia di un albero” è un albo dove anche la carta lascia spazio alla scoperta: ritagli rotondi incorniciano gli animali le cui avventure si sveleranno solo voltando la pagina. Allora scopriamo che il fagiano sta danzando per le tre uova deposte nel nido, che il cervo ha le corna piene di fiori per aver galoppato nel bosco prima di inchinarsi davanti alla compagna e al suo piccolo, che il coniglio ha rubato una carota nell’orto per donarla alla sua amica.

I tre colori, ocra, grigio e nero risaltano sul fondo candido delle tavole, mettendo in evidenza i profili degli animali e, in generale, tutte le illustrazioni, in un gioco di silhouettes così preciso che ci pare che persino l’albero abbia un suo carattere. Il tratto è grafico, ben definito e pone in risalto ogni atteggiamento ed ogni sfumatura emotiva, assecondando le linee e le loro più piccole inclinazioni e vibrazioni, riuscendo a creare la percezione di un movimento anche nella staticità di un segno tanto pulito.
vast 5L’uso della tricromia ci suggerisce, di contro ad ogni stereotipia, che si possono descrivere le stagioni anche con una tavolozza limitata. Quello che conta è la potenza del segno e un pensiero poetico altrettanto chiaro e forte in grado di assegnare ad ogni elemento il suo significato.
Basta quella singola pera gialla rimasta sul ramo e mossa dal vento per darci l’idea dell’autunno; e basta sempre una singola pera morsicata in piena estate per farci inventare una nuova storia.

Ecco allora che seguendo ogni particolare delle illustrazioni di Emilie Vast ci accorgeremo che “Storia di un albero” non è solo la storia di un pero, ma di molte altre presenze che vivono accanto a lui e che raccontare questo libro può richiedere un’attenzione vigile e pronta per scovare ogni volta un filo nuovo da seguire nel ricamo delle immagini.
Ed è per questo che è quindi sconsigliato per tutti i genitori assonnati.

A Radice-Labirinto troverai anche il nuovo albo illustrato di Emilie Vast “Passo Passo”.

Se “Storia di un albero” ti è piaciuto ti consigliamo di leggere “L’albero” di Iela Mari edito da Babalibri.

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