Un albero musicale

Scritto il 12 marzo 2013 nella sezione Blog

007La prima cosa che ci attira è la forma sinuosa, una spirale composta da tanti petali. In seguito l’occhio si sofferma sui colori, un arcobaleno dai toni intensi che sfumano uno nell’altro in una scala cromatica armonica.
Associamo forma e colore e subito ci sentiamo invitati a pensare ad una qualche sorta di movimento, a qualcosa che possa seguire e accompagnare velocemente il nostro sguardo dall’alto verso il basso.
Cosa potremmo fare? Quale gesto sarebbe più appropriato per giocare con questa magica scultura in legno?

E poi eccola lì: una scatolina piena di biglie. Un richiamo irresistibile. Non c’è bambino o adulto che possa trattenersi. La spirale è così attraente e ammiccante e la biglia così liscia e veloce che non abbiamo bisogno di altre spiegazioni.
Dalla cima della torre lasciamo che la pallina di vetro segua la sua strada e…meraviglia! I petali risuonano! Ognuno di essi vibra ad una nota differente e la biglia disegna nell’aria una scala musicale delicata.
Una sensazione di quiete ci attraversa ed è accompagnata da un’immagine sonora: ci sembra di vedere e sentire i sassolini sotto la superficie dell’acqua e l’onda del mare che leggera li fa rotolare uno sull’altro. E come l’onda che torna e ritorna anche noi non possiamo fare a meno di ripetere il gesto che ci spinge a far suonare e risuonare la spirale ancora una volta sotto il tocco della pallina.

Il meccanismo è semplice, basta far rotolare le biglie lungo il percorso, eppure i bambini non smetterebbero mai di giocarci. Questo meraviglioso manufatto in legno, prodotto dalla casa “Magic Wood”, nel 2000, ha vinto il titolo di miglior giocattolo (“Spiel Gut”) a Norimberga dove si svolge la fiera del giocattolo più importante d’Europa. Dunque un riconoscimento prestigioso e ben meritato dato che tutti i bambini che ho potuto osservare mi hanno sempre stupito per la loro capacità di interpretare questo albero sonoro in modi sempre differenti.

C’è chi fa rotolare più palline contemporaneamente, spingendo un primo gruppetto dall’alto e poi introducendone un secondo a metà percorso; c’è chi, avendo a disposizione palline di materiali differenti, di vetro, terracotta, sughero o metallo, si incanta nell’ascoltare le diverse “consistenze sonore”; c’è chi, metodico, lascia che le palline si seguano a distanza regolare l’una dall’altra producendo scale armoniose e a canone. E questi sono solo alcuni esempi. Voi come ci giochereste?

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