Un amico segreto in giardino – Narrativa

Scritto il 12 novembre 2013 nella sezione Consigli di lettura

lob 2Lob parla la lingua della poesia e ci verrebbe da chiederci quali altre parole potrebbe trovare che meglio descrivano il passaggio delle stagioni, il profumo del vento o la nebbia di novembre.
Lob è il nome dell’amico segreto che Lucy incontra nell’orto di nonno Will; ma come? Direte voi. Il nome segreto svelato così senza lasciarci nemmeno il gusto di scoprirlo da noi!
E’ vero che ogni nome racchiude un mistero e qualche cosa di magico, ma che l’amico segreto in giardino del romanzo di Linda Newbery si chiami Lob lo potreste scoprire subito anche voi leggendo la prima pagina del libro.
Non è “Chi è l’amico segreto” la domanda giusta da porsi mentre osserviamo la copertina illustrata da Pam Smy, ma “Cosa sia Lob”.
Per trovare una risposta tuttavia non basterà arrivare fino all’ultima pagina, bisognerà andare oltre: oltre i muri della vostra stanza, giù per le scale, aprire il portone e uscire fuori, in strada. Forse non basterà nemmeno restarsene fermi lì, nel fazzoletto di giardino che ora state calpestando. Bisognerà cercare davvero, con occhi attenti e orecchie sensibili; dovrete diventare simili a lepri o a falchi pellegrini se vorrete davvero essere “persone da Lob”. E sono certa che una volta finito il libro, voi lo vorrete essere con tutte le vostre forze.

 

Perché essere “persone o bambini da Lob” significa diventare portatori del seme del futuro, vuol dire essere in grado di ascoltare le voci piccole delle natura e seguirle per trovare strade nuove che ci riportino verso un domani migliore.
Lob 1Se sarete pronti, lo incontrerete di certo e allora capirete che la poesia è da centinaia di anni l’unico linguaggio possibile della natura. La stessa Linda Newbery ha deciso che doveva essere Lob il nome del suo amico segreto in giardino (per altro nome che dà il titolo al romanzo in lingua inglese) dopo averlo letto in un poemetto. Ce lo ha detto lei stessa, domenica 10 novembre a Radice-Labirinto.

 

Lob non l’ho di certo inventato io!” ci ha risposto sorridendo Linda Newbery, “Lob esiste davvero, e da milioni e milioni di anni, e come potrebbe essere diversamente?”.
Nessuno l’ha guardata stupita perché in verità ciascuna delle persone presenti all’incontro con l’autrice, era certa fosse esattamente così.
Io ho scritto la storia di Lucy, ma Lob, c’era già. Lo incontravo continuamente anche prima di scrivere il libro.” E ci mostra l’illustrazione che Pam Smy ha serigrafato ascoltando Linda descrivere l’uomo che cammina lungo la strada (a cui per altro è dedicato il suo romanzo) e che la Newbery ci dice aver incrociato molte volte da quando si è trasferita a vivere in campagna.
newbery-1Vedevo spesso questo uomo anziano con i capelli lunghi e grigi, un impermeabile consumato, la barba incolta, e gli stivali da giardinaggio pieni di terra. In mano teneva una sporta di plastica e io immaginavo che dovesse esserci tutto il suo mondo in quella sacca. Per prima cosa ho pensato potesse trattarsi di un senza tetto, ma non lo incontravo con regolarità e non aveva l’aria infelice, tutt’altro!Allora ho pensato che quello strano personaggio era perfetto come primo ingrediente della mia storia”.
Alla parola ingrediente, guardiamo Francesca, la nostra bravissima interprete, per capire se ci fosse stato un qualche errore di traduzione.

La Newbery sorride e chiede a Dario di proiettare una nuova immagine. Ci compare davanti la fotografia di un cestino di vimini con tre zucchine, due patate, tre carote e un cespo di insalata.
Questo è stato il primo raccolto del mio orto” dice Linda con orgoglio.
newbery-5Tutti pensano che la storia di un libro nasca già bella e pronta, ma non è così per me. La storia di un libro è come una ricetta, gli ingredienti si mescolano e si amalgamano un po’ alla volta. L’uomo che camminava lungo la strada fu il mio primo ingrediente e una volta che ho deciso di raccontare la sua storia, Lob mi si è palesato. E mentre io scrivevo, lui mi dava una mano in giardino e nell’orto.”
L’immagine successiva ci mostra una raggiante Linda Newbery chinata in un rigoglioso giardino a travasare piantine di pomodori.
Lì abbiamo immediatamente capito che lei Lob lo conosce davvero.

Ho cominciato a cercare notizie su questo uomo verde e ho scoperto che era ovunque in Inghilterra: scolpito nella pietra di molti capitelli, nei mosaici trasparenti dei vetri delle chiese, perfino nelle porte dei pub!
Noi in Inghilterra lo chiamiamo Green-Man. Da quel momento in poi l’ho visto ovunque e tutt’oggi vado a caccia del suo volto quando viaggio lontano da casa” E ci mostra bellissime fotografie dove il profilo di alberi secolari o la corteccia rugosa di maestosi castagni diventano il volto di Lob.
Nella vostra tradizione avete un simile personaggio?” Ci chiede l’autrice.

 

Newbery 3E’ calato il silenzio tra i presenti, ognuno pensava a qualche leggenda o qualche storia della nonna, ma no, niente. Tutti sembravano conoscere Lob, eppure non era nella letteratura che lo avevamo incontrato… dove allora?
Ad un tratto tutto fu chiaro: Alessia disse che lei lo aveva visto Lob, a sette anni, quando lesse Giardinaggio senza problemi (uno dei suoi libri preferiti), nel tentativo di coltivare un orto nella terra dura e grigia del cortile del condominio dove abitava. Lo aveva anche incontrato nell’orto degli anziani dove nonno Enzo spesso la portava a passare i pomeriggi: lei passava il tempo a mangiare piselli o a raccogliere mazzi di garofani dei poeti da portare alla nonna.
Non solo: lo aveva sentito nel profumo di fine febbraio che annunciava la primavera, nell’odore di terra bagnata dopo la pioggia, nei rami del salice che raggiungeva con i piedi andando sull’altalena attaccata al vecchio tronco pieno di scarabei verde-argento.

 

Certamente! Tutti, o quasi tutti, abbiamo ricordi di questo tipo. Non importa se siamo cresciuti in città o in campagna, il prato di casa mia era tutto ciò di cui avevo bisogno perché lì c’era Lob.
Newbery 1Abbiamo promesso alla Newbery di fare qualche ricerca letteraria su la figura di Lob che in Inghilterra è associato anche a Robin Hood e ha nel corso dei secoli avuto altri rappresentanti illustri.
La sua caratteristica principale deve essere quella di vivere nella natura, di porgere un braccio forte e tenace come l’edera quando si coltiva un orto o ci si prende cura di un giardino, di camminare rigorosamente a piedi cercando persone sensibili e attente che abbiano bisogno di lui.
Ma chi oggi non ha davvero bisogno di Lob? Orti dovrebbero nascere ad ogni angolo di strada, giardini selvatici sui tetti e sui terrazzi abbandonati, giovani boschi prendere spazio tra le strade di città.
Cercate Lob nella vostra memoria e se non siete sicuri di averlo realmente incontrato leggete il libro di Linda Newbery “Un amico segreto in giardino” e subito lo riconoscerete, o forse per la prima volta nella vostra vita desidererete di essere anche voi “Persone da Lob”.

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