Un’intervista a Beatrice Alemagna

Scritto il 6 maggio 2014 nella sezione Il giardino degli illustratori and In evidenza

Cara Beatrice,
benvenuta nel nostro giardino.
E’ mattino presto e una leggera nebbiolina avvolge le foglie dei rami più bassi e l’erba del prato. Tutto sembra ancora avvolto nella tela dei sogni. Meglio non muoversi, altrimenti il sogno si strapperà. E’ bello non sapere in quale luogo del giardino ci troviamo, almeno non ancora. Stendiamo una coperta di panno e stiamo a vedere cosa succede, ti va?
Ricordi spesso i sogni che fai? Il mistero ti attrae? Ho come l’impressione che ci sia sempre una parte di imprevisto nelle tue illustrazioni, qualcosa che viene da molto lontano… o sai esattamente dove dirigere la matita?

Se sapessi dove dirigere la matita credo che smetterei immediatamente. Tutta la gioia del disegno, a mio avviso, sta nella scoperta. Il mistero mi attrae come mi attrae tutto quello che è nuovo.
Quello di cui forse parli, questa eco che viene da lontano e che forse si sente in alcuni disegni (non solo miei), è la sensazione di amore che pervade un illustratore mentre disegna.
A me viene dai ricordi. Quando ero bambina, quando mi trovavo con la cassetta delle matite spuntate a cercare di copiare un uccello, mia madre che sbucciava le cipolle sul tavolo da cucina mentre fuori pioveva. Le corse sotto i portici di Bologna. Immagini e sensazioni come queste sono ancora vividissime in me (forse perché le ho amate di un amore immenso) e ritornano nella mia testa, quando disegno. Disegnare è una ginnastica mentale (oltre che fisica!) per me: fa tenere in esercizio questi ricordi.

beatrice-alemagna-leone-parigiNon sarebbe improbabile in questa atmosfera sospesa veder passare davanti a noi un grosso leone fulvo come nel tuo albo “Un leone a Parigi” (Che resti tra noi, ma credo non sia difficile che in questo giardino possano accadere cose simili). Che rapporto c’è nella tua vita tra realtà e fantasia? Meglio infilarsi nella tana del Bianconiglio o seguire Marcovaldo fino alla fermata del tram?

Sono cresciuta con autori come Rodari, Calvino, Mario Lodi, Munari: autori tutti che rinnovarono la corrente del favolismo classico, integrando elementi quotidiani e reali nei racconti per bambini. La realtà ha avuto sempre un ruolo importantissimo nella messa in moto delle mie idee. Adoro il neo-realismo, nel cinema. Detesto il fantasy. Però ho un amore spassionato per il surreale, per tutto quello che nasce dalla realtà e poi finisce per deformarla, rendendola sconvolgente e inattesa.

beatrice-alemagna-illustrazioneI primi raggi del sole penetrano nelle nebbia e il richiamo dei merli arriva a noi limpido e fresco. Non è ancora chiaro dove il giardino ha voluto accoglierci oggi, ma di certo ha pensato che ti piacessero le prime ore dell’alba.
Di certo c’è un posto speciale in ogni giardino, così come ogni persona ha un tratto dell’anima che la distingue da tutte le altre. Preferisci i luoghi incolti o i giardini ben curati? Qual è il tuo posto preferito in un luogo come questo e che cosa non deve mai mancare in una tua illustrazione per farti dire “mi piace”?

Non ho una ricetta precisa per capire quando un’immagine mi comunica bellezza. A volte la bellezza delle immagini è intrinseca al loro modo di essere realizzate, totalmente avulsa dalla lora tecnica.
Trovo meravigliose quelle immagini complicate ma che trasmettono semplicità. Non mi piacciono i disegni artefatti, troppo rigorosi, impeccabili. Mi piace lo sbaglio, l’ingenuità, il disordine. I giardini incolti possono essere ricchissimi di meraviglie. E’ lì che si incontrano piccole erbe sconosciute e insetti magici. Amo i posti incompiuti, apparentemente senza futuro. Ma trovo molto riposante e confortante sdraiarmi ogni tanto sull’erba di un giardino ben curato.

cinque-malfattiLa nebbiolina è ancora fitta, ma il sole che la pervade crea intorno a noi un’aurora dorata. Se penso ai tuoi albi vedo una tavolozza di colori dal profumo di terra, dai toni intensi, attraversati da una luce autunnale; non hai paura di usare il nero e di dipingere l’allegria passando per dei colori non necessariamente squillanti. Ma nel tuo ultimo albo “I Cinque Malfatti” compare un personaggio che sfoggia una capigliatura quasi rosa fosforescente: Il Perfetto. C’è una simpatia che intercorre tra un’illustratrice e i suoi colori, una storia d’amore che va aldilà del suo stile personale?

Ho sempre avuto paura dei colori. Nei mie primi libri, usarli, era un vero terrore. Poi con l’esperienza e il desiderio di scoperta, ho iniziato a sperimentare diverse tonalità: dapprima quelle timide dei colori misti, poi quelle più franche e schiette dei colori puri. Da qualche tempo, mi diverto ad affermare alcune sensazioni grazie alla forza dei colori stessi.
Ne “I cinque Malfatti“, fare un personaggio odioso con quel rosa è stata per me una novità ma anche un’evidenza.

beatrice-alemagnaCi sono momenti in natura dove tutto accade in un attimo e il tempo perde significato. Ecco! In pochi minuti la nebbia è scomparsa e ci ritroviamo davanti all’entrata del labirinto. Le siepi di ginepro e di buxus si alzano alte e misteriose al confine del prato, dove i soffioni brillano di rugiada. E’ così che succede: fino a ieri sei un bambino e poi devi scegliere che strada prendere. C’è un’immagine della tua infanzia, un profumo, una sensazione che torna spesso a trovarti?

Come dicevo prima ce ne sono tantissime. Tra le prime a cui penso: l’odore dell’acqua di Colonia dolce di mio nonno, il chiacchiericcio dei grandi in salotto mentre si faceva finta di dormire, le ruzzolate nell’erba alta, la voce di mia madre d’inverno che ci sveglia e ci dice : «Bambine, fuori è tutto bianco.»

beatrice-elemagna-tresor-claraDavanti ad un labirinto c’è sempre una decisione da prendere, ma forse il bambino che siamo stati, come la bambolina nella tasca di Vassilissa, potrà indicarci la strada. Non posso chiederti che cosa sia per te un bambino perché nel tuo albo “Che cos’è un bambino?” ci hai già fornito una splendida galleria di risposte. Ma voglio chiederti: che tipo di uomo diventerà, secondo te, il bambino di oggi? C’è un messaggio per l’uomo del futuro che non può mancare
nei tuoi albi?

Un messaggio non so. Uno dei miei valori più forti, nei quali credo più di tutti è il rispetto. Per gli altri, per le diversità, per quello che siamo noi dentro, per la terra che calpestiamo.

bambini-alemagnaI bambini di “Che cos’è un bambino” sono tutti molto diversi tra loro, ma sono tutti accomunati dallo sguardo di un adulto che sa comprenderli. A chi è dedicato nell’editoria di oggi l’albo illustrato? Dove sta il segreto dell’equilibrio di un libro che parla sia agli adulti che ai bambini?

Non posso dirlo, non c’è un segreto, una formula. Forse, paradossalmente, conviene non porsi questa domanda.

Lasciamo Beatrice davanti all’entrata del labirinto. Il sole sta prendendo il suo posto nel cielo di questa splendida mattina estiva. Un guizzo dorato, come di coda leonina, appare per un attimo sulla soglia del labirinto. Beatrice è scomparsa.
Seguire le proprie visioni credo sia il modo più semplice per tracciare un sentiero. Buon viaggio Beatrice!…E non dimenticare di dipingere ciò che vedrai.
Grazie Beatrice per essere stata con noi nel nostro giardino.

Biografia

Beatrice Alemagna-by-Ian Scigliuzzi---Auteur-illustratrice née à Bologne, Italie en 1973.
J’ai rêvé d’écrire et illustrer des livres pour enfants depuis mon enfance.

Autodidacte en illustration, j’ai exposé dans « Iles » à Beaubourg à l’âge de 14 ans et gagné le premier prix du Concours International d’illustration« Figures futures » du salon du livre de Montreuil en 1996. Ensuite je suis venue m’installer à Paris en 1997.

Depuis 1998 et pendant 12 ans, j’ai illustré les affiches de « L’écran des enfants » à Beaubourg.
Mes expositions personnelles ont été accueillies à Paris, Bologne, Milan, Rome, Naples, Reims, Lille, Bordeaux, Charleville, Munich, Lisbonne, St.Denis-La Réunion, Tokyo et Kyoto.

J’ai écrit et illustré environ 30 albums, publiés chez Autrement, Seuil, Gallimard, Didier, Rue du Monde, Thierry Magnier, Phaïdon, Topipittori, Donzelli, Tate Publisher, Hélium, Albin Michel et sont traduits en 14 langues.
« Un lion à Paris» a reçu la Mention spéciale au Bologna Book Fair en 2007 et le prix du meilleur album à Taïwan en 2009.
J’ai été sélectionnée 4 fois au Prix Baobab de Montreuil et gagné les prix italiens « Andersen » et « Nati per leggere » en Italie.
En 2014 j’ai été sélectionnée pour le Astrid Lindgren Memorial Award, le nobel de la littérature jeunesse.

En 2009 j’ai inventé le personnage de « Piccoletta » apparu pendant un an sur le quotidien italien l’Unità.
Parallèlement à mon métier d’auteur-illustratrice, je dirige depuis fin 2010 une petite collection d’albums nommée « Ramino », pour la Réunion des Musées Nationaux (RMN), je collabore régulièrement avec Djeco pour le design de jouets et j’ai réalisé un tapis pour le Design Museum de Londres.

En 2013 le livre « Bon voyage, bébé » gagne le prestigieux prix de l’Ardèche, grâce auquel tous les bébé nées en 2014 et 2015 dans la région recrevront gratuitement cet ouvrage à la naissance.

En 2011 Tomi Ungerer, dont les livres m’ont accompagnée et inspirée depuis toujours, m’a écrit une lettre exprimant son désir de me rencontrer.
Ceci est, à mes yeux, une partie importante de ma biographie.
www.beatricealemagna.com

TwitterGoogle+LinkedInShare