Storia di Gali Gali

12,00

Titolo: Storia di Gali Gali
Tipologia: Narrativa
Autore: Claudio Magris
Editore: Bompiani
Collana: Illustrati
EAN: 9788830100978

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Descrizione

Un libro che incanta. O meglio, un libro che possiede un incantesimo nelle parole, per come sono distribuite nel foglio e per ciò che le parole stesse nascondono. “Storia di Gali Gali” ne ha molta, di questa magia.

Incantare. Semplice incantesimo delle parole.

La parola incanto ha la radice latina di canere, cantare. Quando cantiamo, qualcosa si libera dal profondo, specialmente se siamo soli e lasciamo che la voce porti con sé emozioni, note stonate e guizzi di fantasia.
La proposizione in ci invita ad andare verso colui o colei che canta, ci indica il luogo verso il quale dirigere i nostri passi, la meta del nostro cammino. Incanto dunque significa letteralmente andare verso chi canta.

Bruce Chatwin nel suo meraviglioso taccuino di viaggio “Le vie dei canti” che è al tempo stesso un romanzo, un saggio antropologico e il racconto di un’avventura, ci racconta che gli Aborigeni australiani si spostano e si orientano sui loro sconfinati territori seguendo un canto che funge da guida.
I Sogni, i Totem, sono come briciole che gli Antenati hanno lasciato dietro di sé nel loro viaggio attraverso il paese. Le Piste dei Sogni, le Vie dei Canti segnano la superficie del continente australiano come una ragnatela fittissima e invisibile che impedisce, a chi la sa vedere e ascoltare, di perdersi. Dunque gli Aborigeni vanno verso chi canta, anche se la voce che seguono è nell’aria, invisibile e sottile, come un sogno.

L’incantesimo è un rito magico che pone l’accento sulla parola. Si potrebbe dire che la parola sia la prima magia dell’uomo.

E’ utile, dunque, leggere della narrativa breve come “Storia di Gali Gali”. L’incantesimo della parola che questo libro possiede è semplice: lasciare molto al non detto. Ma chi sono gli incantatori e quali sono le parole e i gesti sapienti che portano i bambini a seguire chi insegna?

Non occorre spaventarsi se il testo pare ostico da leggere ad un pubblico giovane, è bene che i bambini (e gli adulti) si approccino alle parole poiché la musicalità di esse possiede un significato diverso dal messaggio.

In lettura solitaria dai 9 anni; per i ragazzi e per gli adulti.