Cinquanta scrittori e i loro luoghi ideali in cui scrivere: attici, torri medievali,  sale da biliardo, vasche da bagno, stanze d’albergo, isole private…un catalogo emozionante per un regalo originale e inatteso, perfetto per chi ama leggere e immaginare le vite di scrittrici e scrittori. Una casa non è mai soltanto una casa, e la stessa cosa vale per le stanze: riempite di parole, pensieri e storie sono luoghi capaci di non avere pareti…e questo un lettore lo sa bene.

La cosa più sorprendente è che l’amore per un buon libro mette in moto un’energia rivoluzionaria. Nessuno ci crede quando lo dico, ma se solo si concede al libro un minimo di fiducia e si prova a leggerlo davvero, a lasciarlo a disposizione dei ragazzi o a sfogliarlo per il solo gusto di farlo, in brevissimo tempo si otterranno risultati straordinari: si cercheranno i libri spontaneamente ritagliandosi angoli d’intimità.

Le storie ci circondano, in ognuna di esse possiamo trovare un pezzo di noi, rileggere o riscoprire un frammento di vita, reale o immaginaria che sia. La quotidianità è fatta di storie, certo; tuttavia alcuni giorni sono più speciali di altri ed è di questi giorni che si parla in questo libro edito da Ippocampo, perché una storia deve essere interessante per essere raccontata.

Allora, direte voi, che cosa c’è da dire sulla vita di tutti i giorni?
Laura Orvieto ci risponde così dalla sua biografia quando le viene chiesto cosa rappresenti per lei il libro Leo e Lia: – Ho voluto scrivere la storia dell’aprirsi alla vita dei miei bambini – .
Non è facile scrivere del quotidiano, ci vuole talento per parlare di cose semplici, una sensibilità particolare e lo spirito di un cercatore d’oro.

Una bambina di tre anni è entrata un giorno in libreria dopo aver letto Leo e Lia, la sua mamma le ha chiesto “Perché non dici ai librai cosa hai detto a noi di questo libro?”, e la bambina timidamente ha risposto “Finalmente un libro sereno”.

Direi che non ci sia da aggiungere altro se non scoprire il quotidiano e i rituali dei scrittori di un tempo e contemporanei. Che possano essere trampolino di letture dove immergervi per la prima volta… o da riscoprire!

Scrive Virginia Woolf ne “Le case dei grandi” (1911):

“Gli scrittori lasciano sulle cose un segno più profondo delle persone comuni, trasformando a propria immagine e somiglianza il loto tavolo, la sedia, le tende, il tappeto.”

Quanto sarebbe bello se questo libro incontrasse “Le amiche che vorresti e dove trovarle” di Beatrice Masini e Fabian Negrin, edito da Giunti? Chissà poi cosa potrebbe succedere!

(“Le amiche che vorresti e dove trovarle” è acquistabile scrivendoci ad acquisti@radicelabirinto.it oppure cliccando qui: https://www.radicelabirinto.it/prodotto/le-amiche-che-vorresti-e-dove-trovarle/ )