Intervista a Gianluca Folì

Scritto il 7 dicembre 2015 nella sezione Il giardino degli illustratori and In evidenza
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Gianluca Folì per il calendario dell’avvento di Radice Labirinto

Caro Gianluca, benvenuto nel nostro giardino.
Oggi imperversa una bufera di neve, il giardino è talmente bianco da apparire senza contorni: gli alberi, i cespugli, gli arbusti sono un unico lenzuolo sgualcito gettato sopra al paesaggio. Il giardino ci ha fatto incontrare in questo campo a fronteggiare il vento, ma poco più in là si apre il bosco dei sicomori e sono certa che sotto il loro ampio ombrello troveremo riparo meglio che sotto questo ombrellino di tela gonfio di neve. Seguimi.
Mentre a fatica camminiamo nella neve, volevo chiederti: si è soliti pensare al mestiere dell’illustratore come ad un lavoro idilliaco, ma spesso prima di arrivare al successo bisogna affrontare anni di gavetta e tempesta. E’ stato così per te? C’è stato un momento in cui hai pensato “Basta, me ne vado” o l’urgenza di esprimere, attraverso il disegno, una parte di te ha sempre prevalso sullo scoraggiamento?

Dovremmo aprire una bella parentesi sul concetto di fama nell’illustrazione ma non avremmo spazio. Io non ho avuto una formazione classica se escludiamo gli studi superiori all’Istituto d’Arte del mio paese. Mi sono formato nel corso degli anni con varie esperienze non sempre prettamente nel campo dell’illustrazione e non sempre piacevoli. Anche quando facevo nottate, a volte finendo quando gli altri si svegliavano, non ho mai pensato di mollare. Se qualcosa ti tiene sveglio tutta la notte ed hai ancora energie ed idee da vendere, forse ne vale la pena :)

Pettirosso-gianluca-folìE’ surreale come sotto la chioma di questi grandi alberi pare che la tempesta sia improvvisamente lontana, come aver chiuso una finestra sul mondo. L’erba è rigida e bruna sotto i nostri piedi e il nero d’ombra si staglia netto contro la campagna. Gli occhi si riposano, mentre i fiocchi di neve spariscono assorbiti dai nostri cappotti. Da qui la tempesta è un’altra cosa, ne abbiamo una visione inconsueta: ci siamo dentro, eppure ne siamo fuori. Ho sempre pensato che illustrare fosse un modo speciale di interpretare una storia, perché occorre preservare gli occhi del bambino. Tu Gianluca hai la tua infanzia sempre in tasca?

In tasca ho lanugine e pezzetti carta. Ci scrivo sopra qualcosa da ricordare, da disegnare. Lo faccio da quand’ero piccolo. Per segnarmi chi fosse il disegnatore di un cartone animato che davano in TV o per sapere chi fosse il game designer dei primi arcade che trovavo nei bar del mio paese. Erano i miei piccoli segreti. Quindi sì, ho sempre la mia infanzia in tasca.

merlo-gianluca-foliLa bufera di neve tenta di spostare il confine d’ombra del sicomoro, ma questa enorme chioma difende la sua e la nostra quiete con una sapienza costruita nei secoli. Tutto cambia oltre questi rami, ma qui, con un piccolo sforzo di immaginazione, pare sia ancora estate, quando si cercava l’ombra fresca per ripararsi dal calore del sole. Come nelle accecanti giornate estive, quando da sotto l’ombra degli alberi si torna ai colori sfolgoranti della terra e del cielo e tutto appare per qualche istante un gioco di bianchi e di neri, così ora il paesaggio ci appare un gioco di ombre e di luce e risulta altrettanto indecifrabile. Estate e inverno, le stagioni dai forti contrasti. Penso alle tue magnifiche tavole, caro Gianluca, in cui i contrasti tra i colori sono netti e decisi, dove la pulizia del segno spicca sul fondo bianco del foglio. Il bianco è un tuo colore prediletto? Cosa rappresenta per te il vuoto nell’illustrazione?

È lo spazio d’aria fra i colori che dialogano. Il ritmo che lascia allo scorrere delle linee. La paura sconfitta del foglio bianco. È uno dei miei colori preferiti anche se io non ho dei colori preferiti.
Il bianco è come il sale in cucina per me: un pizzico dove serve ma sempre presente.

I sicomori, detti anche gli alberi degli incontri, si intrecciano gli uni agli latri così che possiamo permetterci di passeggiare nell’ombra densa delle loro chiome al riparo della bufera. C’ è un luogo di un giardino che più prediligi rispetto agli altri? O esiste un giardino nella tua infanzia che ha decretato il tuo sguardo sul mondo?

Mi torna alla mente il piccolo giardino del mio asilo, pieno in un angolo, di fiori, piante, alberi da frutto. Si poteva vedere dal recinto, non era permesso andarci. Ma io ci andavo ogni tanto. Mi piaceva odorare le foglie d’alloro e prendere le lucertole sull’albero dei limoni (che non prendevo mai). Quel fazzoletto di terra proibita mi ha regalato il gusto ed il rispetto per piante, alberi e natura tutta nonché una quantità di tirate d’orecchio olimpioniche.

Orso-gianluca-folìLa notte scende sui campi e qui nel bosco l’ombra si fa via via più intensa; la tempesta non si placa, credo nevicherà per tutta la notte e se domani sarà sereno, sentiremo zampillare le grida dei bambini. I bambini amano questo giardino, spesso ci vengono a giocare. Che rapporto hai con l’infanzia contemporanea?

Credo un bel rapporto. Non ho figli ma riesco a vivere quelli dei miei amici e parenti. Cosi sto prendendo coscienza di cosa sia un bambino e di quali dinamiche si trovi a vivere.
Mi accorgo che gli adulti inseriscono i bambini in un mondo fatto di dolcezze e gioco che in fondo non gli appartiene poi del tutto. Li snaturano come tutte le cose che fanno paura, perché loro rappresentano la vera libertà dell’essere, quello che crescendo si baratta anche inconsapevolmente con altro fuori di noi… S’è capita?

Hai illustrato storie come “La scimmia”e “L’orso con la spada”, scritte da Davide Calì, in cui emerge un’infanzia che chiede di essere capita e amata. Come spieghi che laddove si parli d’infanzia affrontando temi così densi come la diversità e la collera i protagonisti siano animali? Le tue tavole entrano perfettamente in armonia con il testo, solo che mi chiedevo come mai quando si sente la necessità di esporre un’infanzia bisognosa di essere vista e compresa, poi di fatto tra le pagine il bambino non sia presente. E’ un espediente per aiutare i bambini? Cosa rappresentano per te gli animali?

L’ animale antropomorfo che racconta le sventure umane, è vecchia come il mondo. Più che una scelta è stata una conseguenza naturale, in gran parte vincolata all’editore dei miei libri. I bambini hanno bisogno di vedere ciò che non vedranno mai nella realtà. Devono essere educati alla fantasia, all’onirico che affonda la sua simbologia nel reale. Dagli una spada di cartone e saranno l’Orso!
Ricordo che una volta presentando il mio lavoro ad un gruppo di bambini catturai la loro attenzione con una illustrazione “forte” di una tigre, non pensata per il loro “mondo”. Rimasero così colpiti che molti di loro mi riempirono di fantastiche domande su dove fosse pubblicata, se fosse stato possibile prenderla in biblioteca, se ne avessi una a casa, vera… aaahhh i bambini :)

Scimmie-gianluca-folìUn pettirosso a piccoli voli si nasconde dentro ai cespugli che dolcemente emergono oltre i sicomori. Il bosco è finito. La neve torna a soffiare forte sui nostri visi. La sera è arrivata, ma il candore del paesaggio rende la campagna ancora luminosa. Dopo questa passeggiata sotto la neve, vorrei offrirti una buona tazza di tè. La libreria è qui a due passi, basta oltrepassare le siepi di bosso e potrai entrare nella futura Radice-Labirinto…Una libreria in mezzo ad un giardino. Del resto quando si attraversa il giardino degli illustratori, anche solo se per poco, anche solo se con l’immaginazione, ma condividendo la stessa visione, vuol dire che questo giardino da qualche parte già esiste. Basta continuare a sognare. Tu custodisci un sogno, caro Gianluca?

Se frugo nei cassetti ne trovo ancora molti. Sogno di averli sempre pieni.

Nella Radice-Labirinto di domani io, Dario e Gianluca sorseggiamo una buona tazza di tè. La neve continua ad imperversare là fuori, ma qui c’ è il caldo delle storie a cui tutti noi abbiamo il diritto di scaldarci.
Grazie Gianluca per essere stato qui.

Breve biografia

“Gianluca Folì is an awardwinning illustrator based in Rome.
There is a precious quality about the illustrations that he seems to manufacture without the slightest effort on his part. His illustrations are graphic tours de force between chromatic and formal poems. In a surreal balance. Each subject, from adults culture to children’s books, benefits from his sophisticated artistry and empathy.
From his Studio between the Castelli Romani vineyards, he collaborates as an Illustrator with different clients around the world.”
Steven Heller from 100 Illustrators by TASCHEN

AWARDS & AKNOWLEDGEMENTS
Society of Illustrators N.Y. 57th Gold Medal
Society of Illustrators N.Y. 53rd Selected
Society of Illustrators L.A. 53rd Selected
Society of Illustrators L.A. 50th Bronze Medal
Creative Quarterly 37th
Applied Arts Annual 118th
Applied Arts Annual 113th
Communication Arts Annual 08
Best 100 Books at the CJbook Festival H.K.
Best 100 Books at the Munich White Ravens

EXHIBITIONS
Group Society of Illustrators N.Y. 57rd, New York, USA
Gianluca Folì + Philip Giordano Italian Culture Istitute of Tokyo, JP
Gianluca Folì + Philip Giordano An Italian Dialogue, Dazzle Gallery, Tokyo, JP
Group Eros16, Untype Gallery, Parma, IT
Group Society of Illustrators L.A. 50th, Los Angeles, CA
Group Society of Illustrators N.Y. 53rd, Los Angeles, CA

DOCUMENTARIES
Adobe Creative Pro Show
Gianluca Folì Behind the Pencils
A Little Short Documentary

www.gianlucafoli.com

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