Intorno al focolare – Un CD di fiabe a cura di Radice-Labirinto

Cari affezionati lettori che ci seguite da tempo o che da quasi quattro anni ascoltate le fiabe del nostro focolare, la libreria Radice-Labirinto è lieta di presentarvi il primo CD di fiabe narrate da Alessia Napolitano.

Il CD contiene tre fiabe:
Vassilissa, dalla tradizione russa, Bianca come il latte e Rossa come il sangue, dalla tradizione italiana, e L’ondina della pescaia, dalla tradizione nordica, più una breve introduzione dal titolo Intorno al focolare, per una durata complessiva di 90 minuti di fiaba.

Le fiabe sono narrate a memoria, non lette, per mantenere la freschezza del racconto e la spontaneità del focolare. Crediamo che l’audio libro, per quanto sia un genere poco praticato, abbia oggi un grande valore soprattutto laddove si è spenta la pratica della narrazione, e che una voce autentica e lieve possa riavvicinare gli adulti e i bambini alla meraviglia delle storie.

Nelle pagine interne del CD si legge:
“C’è stato un tempo in cui narrare era un gesto quotidiano e in cui le fiabe rotolavano come biglie dorate di bocca in bocca.
La fiaba è una miniera di tesori, un luogo fertile in cui seminare le esigenze della propria immaginazione.

Le fiabe, anche nei loro aspetti più grotteschi e oscuri, educano il bambino ad affinare l’istinto, il coraggio e l’intraprendenza. Le fiabe, dall’alba dei tempi, costruiscono in noi un cuore intelligente.

Il racconto orale oltre a rafforzare l’immaginazione, la volontà e la capacità di ascoltare, getta le basi affinché i libri diventino la fonte primaria di ispirazione, mondi dai confini indefiniti nei quali rincorrere la propria voglia di scoprire e domandare.”

solo copertina

Gli arrangiamenti musicali a cura di Paolo Negri, ispirati ai tre canti popolari che introducono ogni fiaba, sono delicati e discreti per dare maggiore rilevanza alla parola. Gli effetti sonori sono invece a cura della narratrice. Non vi è nulla di forzato o eccessivamente rielaborato e digitalizzato nella narrazione di queste fiabe poiché il cd vuole anche essere un incoraggiamento per l’adulto a riappropriarsi della narrazione come mezzo d’incantamento e di avvicinamento alla lettura.

Il CD ha una tiratura limitata e speriamo possa essere il primo di una raccolta più ampia.

Il prezzo è di 14,90€. La confezione è un digipack in cartone a quattro facciate con una tasca laterale per l’inserimento del cd.
Il raffinato progetto grafico è a cura di Silvia Molinari e per questo primo CD si è scelta una copertina dal sapore invernale.

Pensiamo che 90 minuti di fiabe possano essere un bel dono da trovare sotto l’albero. “Intorno al focolare” è ideale da ascoltare la sera prima di addormentarsi, durante i viaggi in macchina, o in qualsiasi momento si desideri abitare una fiaba.

Se siete interessati ad acquistarlo potete passare in libreria dal primo di dicembre o prenotarlo scrivendo a info@radicelabirinto.it.

Vi lasciamo uno stralcio di fiaba da ascoltare:


[audioplayer file=”https://www.radicelabirinto.it/wp-content/uploads/2016/11/L-ONDINA-DELLA-PESCAIA-sample.mp3″ titles=”L’ondina della pescaia” artists=”NATALE 2016 – FIABE IN CD” animation=”no”]


Vi riportiamo il pensiero che Elisabetta Cremaschi ha riservato al cd dopo averlo ascoltato. Grazie di cuore Elisabetta, le tue parole sono sempre preziose.

DSC07455“Se quel giorno, Alessia, invece di tre fiabe narrate mi avesse mandato la loro versione scritta, queste parole che condivido con voi sarebbero molto diverse. Avrei scritto di pensieri sul valore antropologico, filologico, storico, testuale e molto altro di questo insuperato genere letterario, in modo da riflettere insieme sulla complessità della struttura, del congegno e della funzione che lo caratterizza. Mi sarei inoltrata nel suo essere l’espressione culturale più stratificata e articolata, polivalente e dinamica che ci sia, imprendibile e per questo avrei proseguito nel dirvi della sua capacità di costringere all’ermeneutica, a una “cultura dell’interpretazione” fin dai primi anni di vita. Infine, mi sarei soffermata su quanto, la fiaba, sia l’unica depositaria degli eterni del sogno e degli inconsci collettivi, perché la fiaba è l’umano, il modo di parlare dell’umanità. Ecco, di che cosa vi avrei scritto.
Invece, come succederà a voi, mi è arrivata la voce di Alessia che narrava queste fiabe della tradizione nella piena bellezza svelata dagli autori che le hanno trascritte.
E l’unica cosa a cui ho pensato è stata la parola dono e cercherò di dirvi qui, in poche righe, perché. Il primo pensiero è andato al dono della narratrice, che mi ha particolarmente colpita. Sono cresciuta in una cultura che dell’oralità ha fatto definizione di identità e trasmissione di esperienza e ricordi, un intreccio di voci che scandiva il ritmo dei giorni. E così non appena ho sentito la voce di Alessia, l’ho riconosciuta come vera, e vi capiterà lo stesso vi assicuro, tanto da accoccolarmi idealmente di fronte a quell’antico focolare con lei. Lei, più giovane di me, che nella sue parole porta quelle di tutte le vecchine che l’hanno preceduta, creando una sorta di atavico incanto naturale capace di risvegliare archetipi ed emozioni sopite. L’immediatezza delle parole di queste fiabe narrate a memoria, che mescolano termini ricercati a espressioni della vita quotidiana, poi, conduce sul filo dell’immaginario, ecco un altro dono, adulti e bambini insieme e li porta dentro al racconto di queste prime protagoniste che arrivano da tempi lontani, da quell’altrove abitato dagli elementari percorsi di esistenza che, ancora oggi, ci sono dati. Il dono qui è quello di mostrare ai bambini la fiaba come il luogo di tutti i possibili, nelle parole di Gianni Rodari, dove non solo è compreso quel catalogo di destini dell’amico Italo Calvino, ma qualcosa che va oltre: quell’essere intimamente rivoluzionario di chi può e vuole cambiare le cose date, di chi vuole trasformare le origini reali degli esseri umani in origini ideali. E la fiaba fa questo in modo meraviglioso, senza una morale esplicita, regala possibilità di vita a chi decide di osare, di mettersi in gioco, di immaginarsi un futuro migliore. E poi, un dono su tutti, l’ascolto. Il porsi al contempo in un dialogo silenzioso tra esterno e interno, in una sorta di attenta solitudine concessa dall’uscita dell’ordinario quotidiano, anche solo per qualche minuto, per trovarci lì, sul limitare che rende possibile l’incontro con il nostro essere autentico e quello dell’altro.
Le fiabe, alla fine, diventano di chi le narra, dice Alessia. E di chi le ascolta, mi sento di aggiungere. Fosse anche solo per questo, in attesa delle prossima raccolta, il mio augurio è che sentiate il desiderio di farle vostre e dei bambini con cui le condividerete.”

Elisabetta Cremaschi

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