Mistero nella casa di bambole – Libro illustrato

C’era una volta
una regina che aveva
una casa di bambole…

E questa regina c’era davvero, si chiamava Mary ed era la moglie di Re Giorgio V, Re d’Inghilterra.

La principessa Maria Luisa di Schleswing-Holstein, cugina di Re Giorgio, non voleva regalare a Mary una casa delle bambole qualsiasi: in fondo non era solo il regalo di una principessa ad una regina, ma un regalo “diplomatico” per ringraziare Re Giorgio di aver governato con tanta dignità e virtù durante la prima Guerra Mondiale.
La Queen Mary’s Dolls’House, costata un vero patrimonio, fu davvero un regalo straordinario, completa di veri pianoforti, di argenteria finemente lavorata e di dipinti di famosi artisti dell’epoca; per completarla vi lavorarono 1.500 artisti ed artigiani e richiese quattro anni di lavorazione. Fu presentata al pubblico per la prima volta nel 1924 alla British Empire Exibition a Wembley e, dal 1925, è esposta al Castello di Windsor, dove tutt’oggi dimora.

 

La regina Mary e la sua casa di bambole.

Vita Sackville-West in questo delizioso libro dice che era

“una casa di bambole così meravigliosa che la gente veniva da ogni dove per vederla e sognava di scoprire, come Alice, un dolce da mangiare, o una bibita da bere, per diventare piccola piccola salire la grande scala di marmo bianco e blu, e sedersi sul trono, ed entrare nella camera da letto affrescata e fare il bagno nella vasca di malachite con i rubinetti d’argento, dai quali usciva acqua calda e fredda a piacimento.”

La principessa Maria Luisa sapendo che la regina Mary nutriva una vera passione per le collezioni di miniature, riuscì a convincere il famoso architetto Sir Edwin Lutyens a progettare e costruire una casa di bambole in scala 1:12.  Maria Luisa coinvolse, inoltre, arredatori, industriali di prodotti tessili, argentieri e molti altri illustri artigiani nel mettere a disposizione i loro talenti per questo immenso progetto. La principessa volle creare qualcosa per cui l’Inghilterra potesse andare fiera ed orgogliosa.

Ed infatti la Queen Mary’s Doll’s House è ancor oggi una delle più splendide case di bambole mai realizzate: alta più di due metri, è l’esatta copia di una residenza reale edoardiana completa di salone, sala da pranzo, appartamenti privati, stanze per la servitù, cucina, cantina per i vini, garage completo di limousines e Rolls-Royce, stanza del tesoro e giardino, oltre ad ascensori, elettricità, acqua corrente calda e fredda, tutto perfettamente funzionante.

Ma la nostra stanza preferita è senza dubbio la biblioteca.

La bibloteca della Doll’s House

Ogni libro di quella biblioteca è stato affidato ad uno scrittore o ad una scrittrice che potessero rappresentare la rosa dei maggiori autori dell’epoca: per la casa delle bambole della regina Mary scrissero storie originali Rudyard Kipling , Thomas Hardy, Joseph Conrad e…Vita Sakville-West, una donna poliedrica dai mille talenti.

Questo racconto di Vita Sakeville-West è rimasto a lungo sconosciuto ed è stato pubblicato per la prima volta dalla Royal Collection Trust di Londra solo nel 2017.

Per accompagnarlo sono state scelte le raffinate illustrazioni di Kate Baylay, che vanta prestigiose collaborazioni con case editrici inglesi quali la The Folio Society; mentre il progetto grafico è curato da Duska Karanov che per una storia così suggestiva, sceglie un font aggraziato ma non lezioso e un’impaginazione ariosa ed elegante. Oggi il racconto perduto di Vita Sakeville-West arriva in Italia grazie alla casa editrice Ippocampo, con la bella traduzione di Claudia Valeria Letizia.

Illustrazione di Kate Baylay

Tutto in questo libro ci parla di grazia, a partire dal formato: un delizioso volumetto di medie dimensioni, con la copertina in tela color verde acqua, sulla quale è stata impressa una delicata cornice ramata a motivi floreali Art Noveau, il titolo e il nome dell’autrice (il nome dell’illustratrice a cui questa storia è stata affidata a distanza di quasi un secolo, lo troviamo nel frontespizio). Vista l’eccezionalità della scrittrice e la storia straordinaria che accompagna la nascita di questo libro, trovate al suo interno anche una postfazione a cura di Matthew Denninson che nel 2014 scrisse un’apprezzata biografia di Vita Sakville-West (per ora disponibile solo in inglese con il titolo Behind the Mask, edita da Harper Collins).

La casa di bambole della regina Mary, avendo tutto ciò che ci si aspetta da una regale dimora, non poteva non avere anche un suo peculiare mistero: un fantasma, uno spirito femminile che vive nelle numerose stanze della villa all’insaputa dei suoi costruttori, dei visitatori e perfino della regina stessa; tuttavia, al mattino, quando i custodi della casa di bambole, sollevano i coperchi per controllare che tutto sia in ordine, trovano sempre vasche da bagno piene di schiuma, stoviglie usate sulla tavola, lenzuola stropicciate.

Chi è dunque questo spirito che un bel giorno ha deciso di soggiornare nella reggia in miniatura della Regina Mary?

Kate Baylay

Uno spirito nobile, non vi è dubbio, ma anche una creaturina eccentrica che ha la stessa sagacia e la stessa intraprendenza della mente di chi l’ha creata; potremmo quasi dire che il fantasma nella casa di bambole sia un ritratto in miniatura di Vita Sakville-West stessa. E in effetti tutto il racconto potrebbe essere inteso come un jeu d’esprit – così come lo definisce Matthew Denninson – un divertissement, un guizzo dello spirito letterario di un’autrice che senza difficoltà passava dal genere racconto al romanzo, dalla poesia a scrivere straordinari libri sul giardino (si deve a Vita Sakeville-West l’invenzione delle “stanze” nella progettazione di uno spazio verde e suo era il giardino di Sissinghurst nel Kent, una meta imperdibile se state pensando ad un viaggio in Inghilterra).

Uno spirito libero dunque, quello che vive nella Doll’s House più famosa del mondo, divertente e, alle volte, maldestro ( un giorno ha scambiato il manico della doccia per un telefono e un altro è rimasto bloccato in ascensore tra un piano e un altro per quasi due ore), ma con una stupefacente capacità: quella di viaggiare nel tempo, balzando non solo da un’epoca ad un’altra, ma da una fiaba ad un’altra. Questo strambo fantasma ha assistito al bacio della Bella Addormentata, ha ascoltato le storie della principessa Sharazade, ed è stato perfino presente all’assassinio della prima moglie di Barbablu (anche se questo è un dettaglio che non ama ricordare)…Del resto cosa ci si potrebbe aspettare da uno spirito nato tra le pagine di un libro destinato ad una biblioteca di una casa di bambole? Non poteva che avere uno spirito letterario, non trovate?

Illustrazione di Kate Baylay

Delicato, leggero, frizzante…Mistero nella casa di bambole è un racconto di appena ventisette pagine che vi conquisterà con il suo fascino di altri tempi. Ho sentito dire che per alcuni librai sia un racconto per “bambini vecchi”, poco interessante dunque se non si ha una certa età o una buona dose di ironico romanticismo; bene, io invece mi auguro che di bambini vecchi siano piene le nuove generazioni perché la grazia e l’eleganza non dovrebbero mai passare di moda perfino in un libro per bambini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ho letto la policy privacy e accetto il trattamento dei miei dati personali