Consigli di lettura

River il cane nero

River, il cane nero

di Suzy Lee, Corraini 2019.

La primavera non è il tempo della neve, ma quello della rinascita. La neve ha protetto i semi dal gelo e i semi ora possono germogliare.
La stesura del nuovo albo illustrato di Suzy Lee è un libro liminare, di confine, tra un prima e un dopo, tra l’inverno e la primavera, tra un qui e un altrove. Suzy Lee ci narra di questa trascendenza utilizzando uno strumento potente e appropriato a tutte le cose passeggere: il disegno a schizzo.

Ci sono dei momenti che devono essere catturati immediatamente: la storia di River è uno di questi. Mio figlio e mia figlia (Mountain e Sea) singhiozzavano nel guardare la pila dei disegni dedicati alla nostra amata cagnolina. Una volta finito il libro hanno detto: “Da ora in poi staremo bene”. So che non stanno bene, ma so anche che il ricordo di River rimarrà scolpito nella loro memoria.

Questo è quello che Suzy Lee ci fa sapere prima che la storia si apra; e lo scrive in piccolo in fondo alla pagina bianca che precede il frontespizio. Potrebbe sfuggire, ma in fondo perché no. Ci sono parti dei libri che per qualche strana ragione si rivelano sempre in un secondo momento. Suzy Lee parla di momenti che devono essere catturati immediatamente e di una pila di disegni dedicati alla loro amata cagnolina. Schizzi, attimi, istantanee, urgenza, racconto. Date queste istanze Suzy Lee ci dona una storia rapida, in bianco e nero, narrata con linee in movimento, sfuggenti e presto inghiottite dal bianco della pagina; ma ci regala anche corpi, solchi, spessori. Un talento davvero straordinario quello di questa autrice molto amata e molto premiata, il talento di chi con poco riesce a raccontare il molto, e a rendere visibili i sentimenti. E se i suoi libri più famosi sono quelli senza parole, con “River” Suzy Lee alle parole fa ricorso: poche, ridotte all’osso e puntuali, ma presenti per raccontare una storia che aveva bisogno di una trama non solo visiva.

Il lettore deve sapere che River era una cagnolina maltrattata dal suo primo padrone e deve sapere che poi entra a far parte di una famiglia composta da due bambini, Sea e Mountain, dal gatto del nonno, Cloud, e dai cani del vicino, Lightning e Thunder. Quindi la cagnolina non poteva che chiamarsi River. River è malata, ma ora, amata e nutrita, sta meglio. Gioca con i bambini ed è molto, molto felice. Poi i bambini devono partire “Staremo via solo per poco” – “Non ci vorrà molto”. River è ancora amata e nutrita, ma aspetta che ritornino loro. Purtroppo però le sue condizioni di salute peggiorano.

Che bello era giocare nella neve con tutto quel bianco intorno! Con Mountain e Sea che gridavano e ridevano. River aspetta la prossima nevicata per non andarsene più, aspetta che i bambini ritornino. Aspetta.
Ed ecco che la neve sul bianco del foglio si fa azzurra, sfuma i contorni delle cose, anche di River che ora sembra più leggera, quasi trasparente. Anche Sea e Mountain ci sono, leggeri e allegri come sogni. Basta un cambio di colore per oltrepassare il confine, per far diventare l’inverno una nuova primavera, anche se nevica. La pila dei fogli sulla scrivania di Suzy Lee smette di crescere, le linee tracciate con mano veloce diventano ricordi, i quali a loro volta chiedono di diventare un libro, una storia da raccontare ancora molte volte, una storia per lenire il dolore, almeno un pochino.

Ora, ogni volta che River compare sulla pagina è viva. Non c’è un singolo tratto che non comunichi un movimento, un respiro. Il muso nero ci guarda e ci parla attraverso la pagina, possiamo quasi percepire i suoi uggiolii. River riesce a diventare in poche pagine, la cagnolina di tutti i lettori, ed è per questo che alla fine il cuore non può che commuoversi. Nell’azzurro degli ultimi risguardi sentiamo un afflato d’amore per River e un pensiero vola a tutti gli animali che abbiamo amato e che a loro volta ci hanno amati. E’ davvero incredibile cosa possa fare una storia e il tratto di un carboncino e quanto la semplicità possa tradurre la complessità quando si tratta di un’opera d’arte.

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