I dilemmi di un libraio #7

Scritto il 23 gennaio 2017 nella sezione Blog

Jen CoraceCome librai di Radice-Labirinto siamo dei convinti sostenitori della lettura a bassa voce condivisa da adulti e bambini anche dopo l’inizio della scuola primaria.

Spesso, dopo i sei anni, si tende a far leggere i bambini da soli, proponendo letture che nell’intento di essere estremamente semplici scadono, ahinoi, in letture sciatte e prive di fascino. Se prima dei sei anni è l’albo illustrato a farla da padrone (e anche su questo nuovo orientamento avremo modo di discuterne in seguito), dopo l’ingresso alla scuola primaria si inizia a contare il numero della pagine, a rifiutare, quasi categoricamente, i libri di sole parole, e a cercare libri in stampatello maiuscolo nella speranza che il bambino sia così facilitato nell’esercizio della lettura. Esercizio appunto.

Invece la lettura è soprattutto piacere e continuare a leggere insieme la sera è un atto di grande generosità, di condivisione, di gioia oltre che di conoscenza reciproca: quante emozioni infatti passano quando ci si immerge insieme in una storia! Se non si smette questa pratica serale dopo i sei anni, si coltiveranno, a nostro avviso, molti più lettori, perché un bambino non si conquista con il numero delle pagine o perché il libri hanno o non hanno le illustrazioni: i lettori si conquistano con le storie.
Spesso il pregiudizio sul numero delle pagine o sulla presenza o meno delle illustrazioni è insito negli adulti, scarsi lettori a loro volta, e noi in libreria vediamo frequentemente come questo pregiudizio condizioni irrevocabilmente l’atteggiamento che il bambino avrà verso il libro.
Quante volte abbiamo visto un bambino avvicinarsi ad un libro o alla storia che ci apprestavamo ad illustrargli, fermarsi e ritrattare la scelta sentendo alle sue spalle la voce inquieta della mamma o del papà che facevano prontamente notare che il libro in mano al libraio aveva troppe pagine! “Non sarà troppo lungo?” “Non ne avete uno con le figure?” “Sai che poi non lo leggi…”

Un trucco per non dare in mano ai vostri figli libri scadenti o denigranti per il grado di comprensione di un bambino di 6 anni (abbiamo visto Yoko Tanjidare in prima e seconda classe “Giulio Coniglio” o la “Mucca Moka” solo perché scritti in stampatello!), ma per invogliarli alla lettura autonoma (che può sempre essere affiancata a quella ad alta voce in compagnia dei genitori) è leggere insieme un bel libro, come Atalanta di Gianni Rodari o Peter Pan di Barrie, arrivare ad un punto saliente e lasciare che il paragrafo seguente, o anche solo le cinque righe successive, siano lette dal bambino, per poi riprendere la lettura insieme. Perché se è vero che all’inizio il lettore inesperto è un archeologo della parola stampata e deve decifrare segno per segno, e anche vero che se quel che legge non lo conquista avremo perso la scommessa più importante, ovvero la conquista della bellezza di una storia. Le storie invece vanno sempre coltivate e il loro esercizio di fascinazione è una responsabilità prima di tutto dell’adulto, genitore o insegnante che sia, almeno fino a quando il bambino non sarà diventato un lettore capace.

A questo proposito vi consigliamo di leggere l’aneddoto sulla vita di Temple Grandin contenuto nel libro “Siate gentile con le mucche” scritto da Beatrice Masini ed edito da Editoriale scienza, dove la madre Eustacia, donna di grande intelligenza, per insegnare alla figlia autistica a leggere, scarta il sussidiario scolastico in favore de “Il Mago di Oz” di Baum.

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