Accade in libreria

Variare la dieta

Care maestre questo articolo è per voi.

Come libraia so che ci sono albi a cui siete molto affezionate.

Nella fotografia ne vedete alcuni, ma altri ne mancano come “Il Gruffalò”, “Mostro Peloso” o “A caccia dell’Orso”.

Non saprei se definirli dei classici, ma certamente li definirei un “porto sicuro”.

Italo Calvino scriveva in “Perché leggere i classici” (Mondadori 1995) che

“D’un classico ogni rilettura

è una lettura di scoperta come la prima”

e che

“Un classico

è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.

 

Chiamerei quindi classici, se vogliamo parlare in questi termini, albi come “Nel paese dei mostri selvaggi”o”Piccolo blu e piccolo giallo”, libri che forse non sono poi un porto così sicuro come quelli nella fotografia, ma che – sempre per dirla con Calvino – sono

“opere che provocano incessantemente un pulviscolo di discorsi critici su di sé, ma continuamente se li scrollano di dosso.”

(Si pensi alla grande discussione nata intorno alla nuova traduzione del capolavoro di Sendak – o alla polemica di qualche anno fa intorno al capolavoro di Leo Lionni.)

Nel paese dei mostri selvaggi (copertin edizione Adelphi 2018) – la prima edizione è del 1963 per la Herper & Row

(Pensate anche che “Nel paese dei mostri selvaggi” non è subito apprezzato dai neo-genitori quando viene presentato dal libraio, così come “Piccolo blu e piccolo giallo”. Forse vi sembrerà incredibile, ma è proprio così.)

 

L’albo come porto sicuro

L’albo “Porto sicuro” invece è un libro che ha un primo livello di lettura molto immediato e un secondo livello che coincide con il primo aggiungendo tuttavia una chiave di lettura spendibile in termini pedagogici.

Quelli nella prima fotografia non sono albi che definirei “non buoni” (Il Gruffalò e a “A Caccia dell’orso” hanno un quid narrativo molto interessante e una musicalità del testo accattivante), ma libri che hanno avuto talmente successo da aver sancito come una linea di confine immaginaria tra “un libro che piace ai bambini” e un mare magnun di altri libri altrettanto buoni che però hanno la sfortuna di non essere diventati “un porto sicuro” nel cuore delle maestre.

COSA VOGLIO DIRE?

Con questo articolo vorrei chiedervi, care maestre, di VARIARE LA DIETA. Il principio della varietà è efficace in ogni ambito e fa bene in primis a voi stesse.

Se avete un buono da spendere presso una libreria, provate ad immaginare di scegliere dei “libri nave” che anziché portarvi in porto, vi conducano verso isole sconosciute.

Anche se i vostri libri preferiti sono logori o una sezione della vostra scuola non ha la sua copia personale di “Che rabbia”, provate a scegliere altro e ad affidarvi ai consigli del libraio.

C’E’ UN MONDO INESPLORATO CHE VI ATTENDE!
Gatto Felice di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani – Topipittori 2017.

 

Un circolo virtuoso

Care maestre, le vostre scelte sono molto importanti perché creano un circolo virtuoso nelle famiglie che affideranno a voi i propri bambini. I neo-genitori richiedono spesso ai librai gli albi che hanno letto o visto a scuola. Si sentono rassicurati dalle vostre scelte e se il bambino, una volta a casa, racconta il libro che ha letto i gioco è fatto: quello sarà per il genitore sarà una pietra miliare su cui orientare molte scelte future e pochi librai riusciranno a fargli cambiare idea.

Se hanno la rima, una storia edificante, se sono molto colorati, se fanno ridere…guardate un po’ le vostre librerie di sezione e contate quanti albi con queste caratteristiche avete.

Eppure quello del libraio è un mestiere tanto quanto quello della maestre. Non è bello potersi affidare a diverse competenze? (ovviamente quando ci sono).

Io penso che il gusto del bambino piccolo sia in formazione e che sebbene il bambino sia da subito attratto dalla rima e da una lettura drammatizzata consolidata come quella di “Mostro Peloso” è anche vero che cede molto facilmente – e per fortuna – al vostro entusiasmo.

Quindi cosa succederebbe se leggeste con entusiasmo anche altro? Se una biblioteca di scuola si arricchisse di tanti segni e storie diverse?

Amiamo la casa editrice Babalibri, ma ne esistono anche altre altrettanto valide.

Provate e non rimarrete deluse.

Ps: e a voi neo-genitori dico di provare a non replicare la libreria di scuola nella camera dei vostri bambini: la varietà di sguardi e linguaggi è importantissima per costruire un alfabeto del mondo liquido e permeabile. E se la scuola propone da anni sempre gli stessi libri, magari provate voi , affidandovi a librai competenti, a rilanciare proposte nuove, attivando per primi un circolo virtuoso parallelo.

Vacanze di Blexbolex – Orecchio acerbo 2018.

 

Noi vi aspettiamo, siamo qui per consigliarvi e per guidarvi tra gli scaffali traboccanti di Radice-Labirinto.

 

 

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