Margini – Silenzi

Scritto il 11 ottobre 2017 nella sezione Blog

silenzi-2E’ stato un anno ricco di silenzi.

C’è un momento nello trascorrere degli anni dove i pensieri hanno bisogno di quiete e di prendere una nuova strada. Da quando Radice Labirinto ha aperto le sue porte quattro anni fa, la libreria si è sempre battuta per le storie, difendendole dagli attacchi della pedagogia, dall’editoria costruita ad hoc, dalle abitudini di lettura consolidate ma ormai poco costruttive, dagli scaffali di libri senza autore nè illustratore che affollano il “reparto libreria” nei supermercati. In questi quattro anni, grazie al mondo delle piattaforme virtuali, la letteratura per l’infanzia ha avuto modo di diffondere la voce di chi, a vario titolo, si occupa di libri e bambini: molti articoli sono stati scritti, molte cose sono state dette e molte battaglie continuano ad essere intraprese per riportare l’attenzione sull’importanza di leggere, sulle storie e sulle buone letture.

Eppure a discapito di tanto dire, io continuo ad avvertire la sensazione che poco stia cambiando anche laddove si sottolinei la qualità e la ricerca. Questa percezione è stata accompagnata da un senso di inadeguatezza e poca appartenenza al mondo dei librai nello specifico, e dell’editoria per l’infanzia in generale. In poche parole quest’anno mi sono riconosciuta in minima parte nella parola libraia. Così mi sono tenuta ai margini, frequentando a fatica la Fiera del libro di Bologna, guardando con crescente sospetto le nuove tendenze dell’albo illustrato (avremo modo di parlarne), confrontandomi con stimati colleghi librai solo laddove ci fosse lo spazio per un dialogo profondo e dilatato.

silenziIl margine è un luogo strano: né di qua né di là, né fuori né dentro, un orlo che imbastisce o rifinisce confini mobili e imprecisi. Ci può essere molta solitudine al margine, ma anche molta libertà. Per sua stessa natura, il margine ti pone continuamente davanti al confine in cui si è scelto di sostare, ti impone di restare vigile rispetto a tutto ciò che succede dentro e a ciò che succede fuori senza sentirsi mai parte dell’una o dell’altra terra. Difficile è anche non considerare il margine una trincea, un luogo da difendere o da cui attaccare, ma in cui sostare con spirito critico e leggerezza, raggiungendo il benessere di una libertà costantemente messa in discussione da chi da dentro o da fuori ti osserva. Il margine non è un luogo neutrale: al margine si prende posizione, la posizione del margine appunto, il che potrebbe essere un paradosso, ma di fatto al margine si sperimenta l’arte del funambolo, il cui atteggiamento di presunta neutralità rispetto a chi vive oltre i confini è invece un continuo dibattito personale. Per tutto questo restare al margine per me è faticoso e mai scontato, ma è qui che io deciso di rimanere come persona che si occupa di libri.

I prossimi articoli si intitoleranno “Margini”: ognuno darà voce ai miei prolungati silenzi, ognuno vi porterà un punto di vista di confine su alcuni aspetti della letteratura per l’infanzia.

Spero che questo mio scrivere possa essere l’occasione per instaurare con voi un dialogo sereno, un dialogo che potrà vivere nei commenti in calce agli articoli, commenti ai quali non mancherò di rispondere.

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