Tutto, ma proprio tutto, quello che ho detto al convegno di Monopoli

Scritto il 16 novembre 2017 nella sezione Blog
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Illustrazione di Maki Horanai

Dopo le ultime discussioni avvenute sulla pagina di Radice-Labirinto a proposito dell’annoso problema del plagio delle idee tra una libreria e un’altra, ho pensato potesse essere utile riportare sul blog l’intervento che ho messo a punto per il convegno che si è tenuto a Monopoli il 21 ottobre scorso.
Il convegno “Librerie indipendenti ieri, oggi e domani” organizzato da ALIR si prefiggeva lo scopo di discutere del presente delle librerie specializzate nel settore bambini e ragazzi e di azzardare qualche ipotesi sul futuro delle stesse, nell’ottica di migliorare una situazione italiana anomala, dove il libro per bambini registra dati in continua crescita, mentre paradossalmente, le librerie indipendenti ragazzi sono perlopiù sofferenti.

A ogni libreria presente (eravamo circa una ventina da tutta Italia) è stato chiesto di preparare una presentazione della propria bottega e del proprio lavoro che non superasse i 7 minuti a testa. Ora, al di là della mia nota incapacità di sintesi, è stato il senso che volevo dare al mio intervento a tenermi impegnata a lungo: come potevo trovare una chiave di lettura della nostra situazione che potesse volgere il tempo presente (e non solo il mio) in chiave positiva?
Una cosa mi era però molto chiara: non avrei voluto raccontare quali problemi nello specifico Radice-Labirinto si trovi ad affrontare tutti i giorni, nell’idea che una simile confessione non sarebbe servita né a me né agli altri interlocutori presenti in sala.

Dopo lunghe meditazioni ho costruito un percorso che potesse guidare – e guidarmi – in un ragionamento non scontato. Questo intervento non solo mi è stato molto utile per dare voce a pensieri che mi attraversavano da tempo, ma ha messo a fuoco, in modo ancora più lucido, la poetica di Radice-Labirinto.

Devo ringraziare una persona in particolare, senza la quale questo intervento non sarebbe stato così efficace, un’amica che ha speso molte ore al telefono con me e mi ha aiutato a trovare la strada più interessante: Eloisa Ghilardotti, amica carissima, persona intelligente dal pensiero lucido e instancabile studiosa.

Come leggere questo articolo

Ho pensato fosse opportuno non alterare la struttura della mia presentazione, che si articola in 18 slide, al fine di renderla più discorsiva; troverete quindi un titolo in grassetto (corrispondente al testo della slide) e successivamente alcuni sotto capitoli che sciolgono il titolo in brevi riflessioni.
Tenete presente che, benché avessi sottomano una scaletta cartacea, spiegavo a voce i diversi punti. Nel trascriverli in forma di articolo ho dovuto dilungarmi un po’ di più. In ogni caso anche a Monopoli i 7 minuti sono diventati 10 e mi hanno dovuto interrompere (insomma: come non smentirsi mai!).

L’intervento

Il mio intervento iniziava con questo video:

1 – E quindi…è tutto rose e fiori? … No

2 – Perché?

• La filiera del libro ( la legge sul libro) non è strutturata in modo da favorire le librerie indipendenti.

• In Italia si legge poco e non importa se il settore bambini (in particolare la fascia 2-6 anni) è in aumento. Un adulto che non legge non darà mai valore al libro.

• Di contro o proprio per questo il libro per bambini (quello con le figure) appare facile, allettante.

• Di conseguenza stanno nascendo molte librerie specializzate in editoria per bambini e ragazzi. Il che non è sempre un male, intendiamoci, ci sono territori (specie nel centro e Sud Italia) che non hanno nemmeno una biblioteca.

• Ma dove ce ne sono già molte ci si spartisce un mercato che, essendo un mercato di nicchia, vede ridursi la sua fetta di mercato disponibile.

3 – Come sopravvivere?

• Radice-Labirinto NON ha una ricetta perché ogni strategia è messa continuamente alla prova, ma amiamo questo lavoro e vorremmo continuare a farlo, quindi vi riporto le mie riflessioni. Per certo non abbiamo ricette di ricchezza, ma solo di sopravvivenza.

• Scopo del convegno è mettere domande sul tavolo e condividere idee virtuose. Io posso raccontarvi LA MIA ESPERIENZA, senza avere la pretesa di insegnarvi nulla, al più potrei riuscire a darvi qualche suggerimento, sapendo che anche la sopravvivenza di Radice-Labirinto è continuamente messa in discussione.

4 – Puntare sulla competenza?

• Si parla molto di competenza. Ma cos’è la competenza? Aldilà di ogni titolo di studio, la competenza è anche una QUESTIONE PERCETTIVA del cliente.

• Può bastare la passione? Diventare madri e scoprire il libri per bambini, prevalentemente albi, può essere una condizione sufficiente per aprire una libreria?

• La risposta che sento di darmi oggi, vedendo il fiorire di tante librerie nate sotto la spinta della maternità, è che PUO’ BASTARE.

5 – Quindi chi è il libraio?

• E dopo la domanda sulla competenza, ci si pone certamente questo quesito.

• Non ci sono scuole specifiche abilitanti né corsi di laurea.

• Non c’è un albo dei librai.

• Se la libreria è un luogo commerciale chi lavora in una libreria si definisce giustamente un libraio, come chi lavora in un’orologeria si definisce un orologiaio.

• Dobbiamo per forza investire la figura del libraio di un ruolo culturale? Se sì, su quali basi?

6 – La centralità della percezione del cliente.

• La libreria per bambini viene definita da tutti UN LUOGO MAGICO a prescindere: libri colorati in un ambiente perlopiù curato e piacevole.

• Il libro per l’infanzia si è sdoganato; molti librai che solo 10 anni fa si distinguevano come librai coraggiosi perché avevano a scaffale albi di Orecchio acerbo e Topipittori, ora sanno che non è più così. Buon per gli editori naturalmente e per i buoni libri! Oggi la maggior del catalogo di Topipittori e Orecchio acerbo, è su tutti gli scaffali delle librerie. Molti editori hanno poi cambiato in parte la loro poetica per stare dietro al mercato, pur mantenendo, alcuni, alta la qualità dei propri libri.

• Quindi ogni libreria avrà più o meno gli STESSI LIBRI. Sicuramente allo STESSO PREZZO.

• La selezione del libraio è importante, certo, ma potrebbe non fare la differenza se il cliente non ha sviluppato un senso critico personale. Un cliente che per lo più non legge per sé o si forma solo su piattaforme virtuali dove regna un senso diffuso di meraviglia intorno al libro per bambini, non è in grado di distinguere un luogo “magico” da un altro.

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Illustrazione di Anna Forlati (dettaglio)

7 – Una libreria per sopravvivere deve fare…ALTRO.

• Non si può più sopravvivere con la sola vendita del libro al dettaglio, a meno che la libreria non sia consolidata da anni e si trovi su una piazza favorevole. La libreria come bottega è diventata un’idea romantica, e questo vale specialmente per le librerie nate negli ultimi 5 /7 anni. Le librerie nate nell’era di Fb.

8 – Ma cosa bisogna fare ? Cos’è “altro”?

• Per noi di Radice-Labirinto quest’altro ci deve corrispondere. Un altro che è nelle nostre corde, conforme a ciò che amiamo di più fare e approfondire. Per ora la nostra strategia è: più si è originali più si sopravvive.

9 – Noi abbiamo deciso di intraprendere la strada dell’unicità.

• Dal nostro punto di vista bisogna comunque creare un’esperienza di unicità, anche se il cliente chiede “Storie della buonanotte per bambine ribelli” la sua esperienza deve essere unica, ovvero gli di deve essere data l’opportunità di accedere ad uno scaffale che noi reputiamo migliore.

• Sono scelte. Come già detto all’inizio del mio intervento, qui vi porto la NOSTRA esperienza.
Bisogna però anche superare il concetto avversativo insito nell’essere diversi /unici: fare rete e omologarsi sono cose differenti.

10 – Come?

• Scegliendo delle azioni che non tradiscano le proprie peculiarità.

• Radice-Labirinto, per esempio, ha deciso di definirsi una libreria per l’infanzia, non per ragazzi.

• Il principio che muove il nostro agire è infatti un’attenzione all’infanzia.
L’INFANZIA È IL FULCRO DEL NOSTRO PENSIERO.

• Ne consegue che per noi il libro è una declinazione di questo pensiero, un mezzo, un veicolo, una possibilità per arrivare ai bambini e per parlare e veicolare una certa idea d’infanzia con i lettori adulti; per riavvicinare le storie all’infanzia; per affinare il senso critico del lettore.

• Le nostre azioni quindi saranno orizzontali rispetto all’oggetto libro: formazioni, conferenze, riscoperta della parola scritta e del racconto orale, fiabe in cd, il cestino di Mirtillo, il blog, i consigli di lettura, il ciclo di incontri 80Lune. Tutte queste cose concorrono a disegnare la nostra idea d’infanzia. Abbiamo per così dire scelto un piano d’azione più valoriale e più astratto.

• Quindi se le librerie hanno gli stessi libri, allo stesso prezzo, noi vogliamo AMPLIARE LA SCELTA DEL LETTORE, facendo proposte che pur disponendo degli stessi libri, creino bibliografie differenti (come per esempio lo scardinamento delle bibliografie a tema).

• Al centro di ogni nostra azione c’è l’infanzia, quindi un pensiero. Non siamo dei bibliofili e per questo non siamo specializzati in fuori catalogo, per fare un esempio. La mensola della narrativa procede lentamente perché leggiamo tutti i libri che vogliamo consigliare. Io sono una lettrice lenta e devo poter conciliare la lettura con tutto il resto.

• La nostra unicità consiste nel vendere e veicolare un contenuto.

• Il contenuto presuppone un pensiero e un’idea. Creare un mondo nel quale il cliente si possa riconoscere. Ci preme diventare credibili facendo leva sulla nostra professionalità e sulla nostra poetica portata avanti con coerenza.

• La credibilità porta alla fidelizzazione.

• La fidelizzazione fondata su questi principi non è immediata.

• Come librai competenti ci sentiamo portatori di una cultura legata all’infanzia. Quindi intendiamo la nostra libreria anche come un luogo culturale. Abbiamo scelto questa via (che può non essere necessaria) senza tuttavia dimenticare il lato commerciale insito in una bottega di libri.

• Nel commercio, come del resto in qualunque altro campo dl sapere, chi arriva dopo deve fare i conti con chi è arrivato prima. Questo naturalmente vale anche per Radice-Labirinto che fa sempre una ricognizione accurata prima di lanciare una nuova idea.

11 – Il pensiero che diventa contenuto si trasforma in una comunicazione coerente

• Sulle piattaforme virtuali (Fb, Sito e Pinterest) noi abbiamo scelto una comunicazione professionale, volutamente non personale o autocelebrativa, anzi, il DUBBIO è la base del nostro dialogare intorno ai libri ed è anche alla base di questa presentazione.

• La parola più che le illustrazioni sono al centro delle nostre riflessioni, anche se cerchiamo di veicolare una qualità di immagini più alta possibile. Il racconto orale e la metodologia sperimentale del Lettore Custode sono le nostre risposte alla lettura animata. Abbiamo due iniziative costanti e piccole che volutamente non chiamiamo festival (Disegnare una mappa – Semi e Parole)

12 – Che cos’è l’unicità?

• Per noi si basa su ciò che sappiamo fare meglio. Fare altro restando se stessi.
Su questo noi abbiamo costruito la nostra unicità.

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Illustrazione di Ilya Zomb

13 – E voi cosa sapete fare meglio?

• Quali sono i vostri talenti?

• Ma cosa sono i talenti? Forse qualcuno potrebbe trovarsi a disagio con questa domanda perché pare fare riferimento a qualità troppo alte. Mi permetto allora di raccontarvi una cosa personale.
C’è un posto del cuore dove io e mio marito amiamo recarci in Umbria. Ad agosto del 2012 (la libreria non era ancora aperta), quando Giulio aveva un anno e mezzo, siamo tornati in vacanza presso questo agriturismo. Una sera, sullo sdraio in giardino, mi sono messa a raccontargli una fiaba: narravo guardando le stelle, immersa nel silenzio. Quando ebbi finito di raccontare, la mia amica Eloisa – incontrata appena l’anno prima proprio in quell’agriturismo – mi venne vicino e mi disse: “Guarda che eravamo tutti lì ad ascoltare te”. Mi voltai e vidi gli ospiti seduti non lontani dal mio sdraio sull’erba, anche se molti di loro erano stranieri. Ho pensato allora che la fiaba mi apparteneva nel profondo. Ho pensato: “Allora forse so raccontare”.

• La fiaba è sempre stata nei miei interessi, ma da quella vacanza, la parte della “cantastorie” è diventata fonte di approfondimenti, di studio e di ricerca. Coltivata in libreria, studiando e narrando, quel primo inizio ha portato alla produzione del cd. Il talento, come qui inteso, è portare qualcosa di interesse personale a livello professionale, ovviamente ricercando e studiando.

• Quali sono le azioni altre che a voi vengono naturali?

• Noi ci occupiamo d’infanzia, di conseguenza le nostre azioni diventano declinazioni del contenuto che vogliamo comunicare – ovvero occuparci d’infanzia attraverso le storie della buona letteratura per l’infanzia.

• Se la competenza del libraio è indefinibile e la percezione del consumatore è quella di entrare in libreria con premesse deboli e scarse competenze rispetto al libro per bambini, tanto da definire ogni libreria un “luogo magico”, allora l’unica differenziazione possibile è rimanere se stessi, pur facendo altro.

• Ci si rende dunque conto che la comunicazione, cioè il veicolare i propri contenuti, è importantissima, quindi bisogna stare attenti a non confondersi.

14 – La nostra forza risiede nel pensiero. Questo pensiero ci permette di ampliare le possibilità di scelta e di lettura del cliente.

15 – Cosa facciamo per ampliare questa possibilità?

• Facciamo una strettissima selezione a scaffale.
[Specifico che il nostro giudizio è sempre sul libro e mai sulla persona che richiede un determinato libro. Come librai abbiamo deciso di operare una scelta dei libri da tenere a Radice-Labirinto, sapendo che altre librerie della nostra città potrebbero fare scelte differenti. Ogni scelta è un rischio, ma certamente le scelte consapevoli e motivate muovono il commercio perché il cliente saprà quali servizi trovare in ogni negozio della propria città. Le scelte ammettono compromessi ragionati. Le scelte possono far perdere clienti.]

• Studiamo e ci interroghiamo continuamente non solo sui libri ma anche sull’infanzia.

• Proviamo sempre a costruire un pensiero coerente intorno al libro e al giocattolo cercando il modo di comunicarlo con efficacia attraverso un lavoro costante.

• Scriviamo articoli per il blog e scriviamo recensioni perché peniamo che articoli e recensioni siano, nella nostra prospettiva, un servizio al cliente.

• Offriamo un servizio di costruzione di bibliografie che scardinano i temi e che sono lo specchio del nostro pensiero.

• Abbiamo ideato “Il cestino di Mirtillo” così che questo speciale abbonamento possa portare il nostro modo di intendere i libri e l’infanzia in tutta Itlaia.

16 – La nostra fidelizzazione si basa sulla credibilità.

17 – L’unicità è fondamentale — fare rete è importante, ma solo se si riesce a preservare le peculiarità di ciascuno. La libreria è un luogo commerciale.

• Il lettore-consumatore è al centro del nostro lavoro e per servirlo al meglio preserviamo la nostra unicità.

• Cerchiamo di comunicare attraverso la libreria chi siamo, non ci snaturiamo facendo cose che non ci rispecchiano (incontri con autori, laboratori, letture animate, feste di compleanno, banchetti ecc…).
Non c’è un giudizio negativo su chi fa queste cose – sono scelte importanti che comportano fatica e mestiere – ma per noi è importante servire il consumatore rimanendo noi stessi.

18 – …E se, nonostante tutti i nostri sforzi questa strategia non dovesse essere vincente? Potete sempre assumermi per avere la mia consulenza ;)

Avete presente il film “C’è posta per te” che così tanti sogni ha alimentato nell’immaginario di donne e mamme? Alla fine la libreria “Dietro l’angolo” è costretta a chiudere per la vicinanza del grande Book Store, ma il dirigente dell’azienda chiede alla proprietaria della piccola libreria di diventare la loro consulente. Ecco, non si sa mai nella vita cosa possa capitare!

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